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Lunedì, 23 novembre 2020 - Aggiornato alle 6.00

NOTIZIE IN BREVE

Non è permuta se la controprestazione del servizio è un «prezzo» in denaro

/ REDAZIONE

Sabato, 21 novembre 2020

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Con la risposta a interpello n. 552, l’Agenzia delle Entrate ha ribadito che si configura una permuta ai fini IVA se le operazioni effettuate dalle parti sono rese ciascuna in controprestazione dell’altra e la seconda funge da corrispettivo della prima (art. 11 del DPR 633/72).

Nel caso specifico, un Comune ha affidato a una società la realizzazione di un impianto per la produzione di energia e ha concesso ad essa l’utilizzo dell’impianto medesimo dietro pagamento di un canone. Nell’ambito della convenzione stipulata, le parti hanno poi stabilito che il pagamento delle fatture relative alla costruzione dell’opera può avvenire mediante compensazione con le fatture del Comune relative ai canoni d’uso.

Secondo l’Agenzia, tali operazioni non configurano una permuta. Essa, infatti, si caratterizza per la natura della controprestazione, che non è rappresentata dalla corresponsione di un prezzo in denaro, bensì dalla cessione di un bene o dalla prestazione di un servizio a fronte di un’altra cessione o prestazione della controparte. Invece, la suddetta compensazione delle reciproche posizioni di debito e credito rappresenta una mera modalità di regolazione dei rapporti commerciali di natura finanziaria.

Nel caso di specie, la convenzione non evidenzia che le prestazioni costituiscano l’una il corrispettivo dell’altra, né se l’ammontare del corrispettivo del servizio reso dalla società sia fissato al netto del valore del canone (elemento che avrebbe potuto far supporre la natura permutativa dell’operazione).
Inoltre, il regolamento contrattuale non fa alcun riferimento all’art. 1552 c.c. e i lavori di realizzazione dell’impianto pare siano stati affidati solo successivamente alla società in parola.

Pertanto, nel caso in esame, si configurano due distinte operazioni e quella fornita dalla società al Comune è soggetta ad IVA mediante split payment. Il Comune, dunque, dovrà versare l’IVA all’Erario al momento di ciascun pagamento ovvero al momento di ricezione o registrazione delle fatture d’acquisto.

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