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Mercoledì, 28 luglio 2021 - Aggiornato alle 6.00

LAVORO & PREVIDENZA

Bonus asilo nido confermato per gli stranieri con permesso di soggiorno

L’INPS deve rivalutare le domande alla luce delle istruzioni del messaggio n. 4678/2020

/ Elisa TOMBARI

Giovedì, 22 luglio 2021

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A seguito della sentenza n. 633/2021 dello scorso 15 giugno, con cui la Corte d’Appello di Milano ha respinto il ricorso proposto dall’Istituto avverso l’ordinanza del 9 novembre 2020 del Tribunale di Milano, l’INPS, con il messaggio n. 2663 pubblicato ieri, riconferma l’operatività delle indicazioni di cui al messaggio n. 4678/2020 in materia di accettazione e riesame in autotutela delle istanze di bonus asilo nido presentate dai cittadini stranieri non comunitari in possesso di permesso di soggiorno, seppur non di lungo periodo.

Si ricorda che l’art. 1, comma 355 della L. 232/2016, istitutivo della misura in esame, stabilisce, per i nati a decorrere dal 1° gennaio 2016, che per il pagamento di rette relative alla frequenza degli asili nido pubblici e privati, nonché per l’introduzione di forme di supporto domiciliari in favore di bambini sotto i tre anni affetti da gravi patologie croniche, sia attribuito un bonus economico variabile in base al valore dell’ISEE fino a un massimo di 3.000 euro (cfr. il messaggio INPS n. 802/2021 e si veda “Pronta la procedura per le domande del bonus asili nido 2021” del 26 febbraio 2021).

Fermo restando che, per accedere alla misura, l’istanza deve essere presentata dal genitore di un minore nato o adottato a decorrere dall’1° gennaio 2016, i requisiti necessari che devono necessariamente sussistere alla data di presentazione della domanda sono: la residenza in Italia; che il genitore richiedente sia quello che sostiene l’onere del pagamento della retta (se il bonus viene utilizzato per pagare l’asilo nido); che il richiedente coabiti col figlio (se il bonus è erogato per forme di supporto supplementare).
In aggiunta a tali requisiti, l’art. 1 del DPCM attuativo del 17 febbraio 2017 ha disposto che il genitore richiedente debba altresì essere in possesso del requisito della cittadinanza italiana, o di uno Stato membro dell’Unione europea oppure, in caso di cittadino di Stato extracomunitario, del permesso di soggiorno Ue per soggiornanti di lungo periodo (art. 9 del DLgs. 286/1998).

Secondo il Tribunale di Milano, la disciplina contrasta, nella parte in cui limita il diritto al bonus ai soli stranieri in possesso di permesso di soggiorno di lungo periodo, con i principi europei espressi dall’art. 12 della Direttiva 2011/98/Ue del 13 dicembre 2011, relativamente ai settori della sicurezza sociale di cui al Regolamento Ce n. 883/2004, secondo cui “tutti i cittadini di paesi terzi che soggiornano e lavorano regolarmente degli Stati membri dovrebbero beneficiare quanto meno di uno stesso insieme comune di diritti, basato sulla parità di trattamento con i cittadini dello Stato membro ospitante, a prescindere dal fine iniziale o dal motivo dell’ammissione”. Il diritto alla parità di trattamento nei settori specificati dalla direttiva, spiega l’INPS, dovrebbe essere riconosciuto non solo ai cittadini di Paesi terzi che sono stati ammessi in uno Stato membro ai fini lavorativi, ma anche a coloro che sono stati ammessi per altri motivi (ad esempio ai familiari).
Per tali motivi, il Tribunale ha ordinato l’immediata applicabilità della direttiva e la conseguente disapplicazione del DPCM del 2017 e della circolare INPS n. 27/2020 da ultimo emanata in materia.

Domande accolte con riserva di ripetizione delle somme erogate

Per dare attuazione immediata a quanto disposto dai giudici, l’Istituto di previdenza, con il messaggio n. 4768/2020, ha reso noto che per le nuove domande presentate entro la fine del 2020 i requisiti per l’ammissione alla prestazione sarebbero state valutate consentendo l’accoglimento delle domande degli stranieri residenti nel nostro Paese titolari di permesso di soggiorno, a prescindere dalla tipologia di permesso (si veda “Bonus asilo nido anche per gli stranieri a prescindere dalla tipologia di permesso” del 19 dicembre 2020).
A seguito dell’esito dell’appello, come accennato, l’Istituto di previdenza conferma l’operatività di tali istruzioni, precisando che le predette domande saranno accolte con riserva di ripetizione delle somme erogate, in attesa delle definitive decisioni degli organi giudiziari aditi o competenti in materia.

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