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Mercoledì, 28 luglio 2021 - Aggiornato alle 6.00

LAVORO & PREVIDENZA

Congruenza tra inquadramento INPS e gestione INAIL per la denuncia di esercizio

Se l’inquadramento INPS è diverso da quello provvisoriamente in atto all’INAIL, si provvede alla rettifica dalla data d’inizio dell’attività

/ Fabrizio VAZIO

Giovedì, 22 luglio 2021

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All’atto della presentazione della denuncia di esercizio le sedi INAIL provvedono all’inquadramento e alla classificazione delle lavorazioni denunciate.
Le Modalità applicative delle Tariffe Premi INAIL (MAT), approvate con DM 27 febbraio 2019 ribadiscono il principio della congruenza tra inquadramento INPS e gestione INAIL: in primis, l’art. 3 prevede che le tariffe dei premi siano distinte per ciascuna delle seguenti gestioni, individuate ai sensi dell’art. 1 del DLgs. 38/2000:
- “Industria”, per le attività: manifatturiere, estrattive, impiantistiche; di produzione e distribuzione dell’energia, gas ed acqua; dell’edilizia; dei trasporti e comunicazioni; della pesca; dello spettacolo; per le relative attività ausiliarie;
- “Artigianato”, per le attività di cui alla L. 443/1985;
- “Terziario”, per le attività commerciali, ivi comprese quelle turistiche; di produzione, intermediazione e prestazione dei servizi anche finanziari; per le attività professionali ed artistiche: per le relative attività ausiliarie;
- “Altre Attività”, per le attività non rientranti fra quelle di cui alle precedenti gestioni, fra le quali quelle svolte dagli Enti pubblici, compresi lo Stato e gli Enti locali, e quelle di cui all’art. 49, comma 1, lett. e) della L. 88/1989.

L’art. 4 delle MAT prevede che i datori di lavoro di cui all’art. 9 del DPR 1124/1965 siano inquadrati nelle gestioni tariffarie di cui all’art. 3, secondo la classificazione disposta dall’INPS ai fini previdenziali ed assistenziali operata ai sensi dell’art. 49 della L. 88/1989, tenendo altresì conto delle specifiche disposizioni di cui all’art. 1 del DLgs. 38/2000; fanno eccezione i datori di lavoro non in possesso di inquadramento INPS, per i quali l’INAIL opera autonomamente.

In sede di inizio attività, normalmente, è l’Istituto assicuratore ad effettuare il primo inquadramento, peraltro provvisorio in attesa delle determinazioni dell’INPS.
Ove l’inquadramento disposto da quest’ultimo risulti diverso da quello provvisoriamente in atto all’INAIL, l’art. 5, comma 2 delle MAT prevede che l’Istituto assicuratore provveda “alle necessarie rettifiche, con decorrenza dalla data d’inizio dell’attività”.

Ovviamente, ove il datore di lavoro si avveda di tale discrasia, ben può farsi parte diligente presso l’INAIL per comunicare la diversità di inquadramento al fine di sollecitare la rettifica.
Nel caso in cui, nonostante i controlli periodicamente posti in essere dall’Istituto assicuratore, l’inquadramento risulti comunque errato, esso dovrà essere rettificato.

In proposito, va notato che l’art. delle 7 delle MAT specifica meglio un principio che l’Istituto aveva già applicato in vigenza della precedente tariffa dei premi, e cioè che l’eventuale reinquadramento è retroattivo alla data del provvedimento INPS indipendentemente dalle responsabilità dell’errore; si tratta di un principio che, in vigenza delle vecchie tariffe dei premi, non era stato sempre condiviso dalla giurisprudenza, ma che è ora posto con assoluta chiarezza dal citato art. 7, comma 2 delle MAT.

Non è infrequente che il reinquadramento avvenga in esito ad una verifica ispettiva che riscontri la differenza tra INPS e INAIL. In tal caso, ove il provvedimento dell’Istituto sia corretto, ossia conformi la gestione tariffaria in atto all’INAIL all’inquadramento INPS per natura e decorrenza, non vi sarà spazio per eventuali ricorsi amministrativi, a meno di non rivolgersi all’INPS assumendo che è errato l’inquadramento disposto da tale ente previdenziale (art. 7, comma 4 delle MAT).

Non è infrequente, peraltro, che sia l’inquadramento INPS ad essere errato, perché non rispondente all’attività realmente svolta. La circolare n. 1/2020 dell’Ispettorato nazionale del Lavoro detta le regole nel caso in cui un funzionario ispettivo non appartenente all’INPS verifichi che l’attività non risulta conforme all’inquadramento in atto presso tale Ente.
In particolare, la circolare prevede che l’Ispettore, ove verifichi il CSC (codice statistico contributivo) rapportato all’effettiva attività svolta e si avveda di un errore, deve raccordarsi con la sede INPS competente al fine, eventualmente, di operare un accertamento congiunto. Tale verifica potrà sfociare anche nel ricalcolo della contribuzione e, a fini INAIL, determinerà la rettifica della Gestione Tariffaria di pertinenza.

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