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LETTERE

Non capisco perché è stata abrogata la mediazione, che preveniva le liti «vere»

Mercoledì, 24 gennaio 2024

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Gentile Redazione,
ho letto l’interessante articolo di oggi (ieri, ndr) di Alfio Cissello (si veda “Abrogazione del reclamo/mediazione per i ricorsi notificati dal 4 gennaio” del 23 gennaio) e mi fa piacere condividere un mio pensiero.
Personalmente sono veramente sorpreso e amareggiato per l’abrogazione di uno dei pochi istituti che funzionavano, secondo me, davvero, nel prevenire liti “vere”, potendo chiudere le vertenze in maniera spesso soddisfacente per i nostri clienti mediante accordo di mediazione.

Non capisco il ragionamento che sta alla base di questa decisione, anche perché l’istituto è l’unica via, spesso se non sempre, per poter far valere davvero le proprie ragioni, perché altrimenti non ti “considerano” e le occasioni di lite si stanno moltiplicando, per cui al limite secondo me sarebbe stato opportuno alzare ulteriormente la soglia per accedere a questo istituto se mai, non abrogarlo.

Non so se altri colleghi vi inviano commenti e voi potete avere la percezione dell’“umore” degli studi professionali, ma, almeno per quanto mi riguarda, è veramente diventato uno stillicidio di avvisi bonari, richieste oneri, lettere di compliance, ecc. che impediscono ai nostri studi di lavorare sulle pratiche ordinarie in serenità.

Ad esempio, durante la stagione delle dichiarazioni dei redditi (giugno/luglio/agosto), quando il lavoro è già complesso e pesante, avremo ricevuto una ventina tra richieste di oneri e avvisi bonari, che comportano un notevole lavorìo, tra l’altro spesso non remunerato!
Mi farebbe piacere sapere il vostro parere, e vi chiederei se c’è la possibilità di unire le voci, se ve ne sono, di protesta contro questa abrogazione, per indurre eventuali ripensamenti da parte di chi comanda.


Alessandro Trotti
Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Asti

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