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PROFESSIONI

Elezioni nazionali dei commercialisti il 15 aprile

Prosegue il lavoro per la composizione delle liste, che dovranno essere presentate tra meno di 20 giorni

/ Savino GALLO

Mercoledì, 28 gennaio 2026

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Le elezioni per il rinnovo del Consiglio nazionale dei commercialisti si terranno il prossimo 15 aprile. A comunicarlo è lo stesso CNDCEC che, con l’Informativa n. 19/2026, pubblicata ieri, ha fatto sapere che la data è stata fissata dal Ministro della Giustizia Nordio con apposito decreto ministeriale. Fra poco meno di 20 giorni (14 febbraio) dovranno, dunque, essere depositate le liste elettorali presso lo stesso Ministero della Giustizia (ai sensi dell’art. 25 comma 8 del DLgs. 139/2005 vanno presentate 60 giorni prima del voto), che procederà alla verifica dei requisiti e alla successiva ammissione alla competizione elettorale.

In quest’ottica, proprio ieri, Alberto Maria Camilotti, ex Presidente dell’ODCEC di Udine e attuale Presidente della Scuola di Alta formazione del Triveneto, ha annunciato la sua adesione al progetto “Dai territori, per una visione diversa del Consiglio nazionale”, che fa capo a Mario Civetta, ex Presidente dell’Ordine di Roma, e a Luca Asvisio, Presidente uscente dell’Ordine di Torino. Tramite una lettera indirizzata ai rappresentanti degli altri Ordini locali, Camilotti spiega che “l’impegno nasce dalla convinzione che le istituzioni di categoria debbano essere prima di tutto luoghi di sintesi, confronto e servizio, riducendo la distanza tra livelli nazionali e realtà territoriali”.

L’obiettivo, aggiunge, è “rafforzare una rappresentanza nazionale più vicina ai colleghi e capace di valorizzare competenze, territori e pluralità di esperienze professionali”. Il tutto con uno sguardo particolare al ruolo della “formazione avanzata come leva di sviluppo” della professione: “L’esperienza maturata nella Scuola di Alta formazione – sottolinea – mi ha insegnato che la qualità precede il riconoscimento formale: investire in metodo, organizzazione e specializzazione consente di costruire standard professionali riconosciuti d fatto dal mercato e dalle istituzioni”.

C’è ancora riserbo, invece, sugli altri nomi che comporranno la lista, che con ogni probabilità verranno annunciati nei prossimi giorni. Stesso discorso anche per quanto riguarda la squadra che fa capo al Presidente in carica, Elbano de Nuccio, al netto delle diverse riconferme desumibili dai comunicati di sostegno elettorale diffusi nelle ultime settimane dai territori.

Gli Ordini del Triveneto (a eccezione dell’ODCEC di Trento e Rovereto) e della Calabria, ad esempio, nell’annunciare l’appoggio compatto alla lista che fa capo a de Nuccio, hanno confermato la fiducia a David Moro e Antonio Repaci, rispettivamente attuali Consigliere e Vicepresidente dell’Ente. È lecito pensare, dunque, che sia Moro che Repaci saranno dentro, e lo stesso vale per Fabrizio Escheri, Aldo Campo e Giuseppe Venneri, per i quali è arrivato il medesimo endorsement da parte dei propri territori di appartenenza.

Nei giorni scorsi, infatti, sia gli Ordini della Sicilia (con esclusione di quelli di Catania e Siracusa) che quelli della Puglia hanno fatto sapere di aver scelto il fronte della continuità rappresentata dal Consiglio nazionale uscente. La decisione, hanno spiegato, è arrivata al termine di due riunioni tenutesi a livello locale, dalle quali sarebbe uscita una piena convergenza sul sostegno alla lista de Nuccio e ai Consiglieri che hanno rappresentato il territorio nel mandato che sta per concludersi.

A di là dei nomi che comporranno le due liste, dunque, c’è da registrare anche un ulteriore posizionamento degli Ordini territoriali, in vista di elezioni che, a differenza di quelle del 15 e 16 gennaio scorso, non si terranno attraverso una piattaforma informatica. In questo caso, infatti, il voto avrà luogo all’interno dell’Ordine, che assegnerà la propria preferenza alla lista che ha ottenuto la maggioranza dei voti espressi dai singoli Consiglieri. Al termine, il Presidente dovrà comunicare il voto a una Commissione costituita dal Ministero della Giustizia, che procederà alla somma dei voti ottenuti da ciascuna lista e proclamerà gli eletti.

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