Ripartono i bandi della CDC a sostegno della professione
“Il sostegno alla crescita professionale, alle aggregazioni e alla formazione continua è una delle priorità della Cassa”. Il concetto, che i rappresentanti dell’ente di previdenza dei dottori commercialisti ripetono da tempo per spiegare la crescente attenzione al welfare strategico, è stato ulteriormente ribadito ieri dal Presidente Ferdinando Boccia, in un comunicato stampa con cui si rende nota la riapertura di tre diversi bandi a sostegno degli iscritti.
Il primo riguarda i contributi per l’acquisto o il leasing finanziario di beni e/o servizi. A fronte di un costo sostenuto e documentato per l’acquisto o il leasing di beni e/o servizi funzionali allo svolgimento dell’attività professionale pari o superiore ad almeno 400 euro (concorreranno alla determinazione del contributo esclusivamente beni e servizi del valore unitario pari o superiore a 100 euro), ogni iscritto potrà beneficiare di un contributo fino a un massimo di 8 mila euro. La novità di quest’anno è l’ampliamento della platea dei potenziali beneficiari: potranno partecipare al bando anche tutti gli iscritti che non abbiano compiuto 41 anni al 1° gennaio 2026, oltre a tutti coloro che – indipendentemente dall’età anagrafica – godono dell’agevolazione contributiva (ovvero i neoiscritti).
Per questo bando, l’ente previdenziale ha stanziato in totale 800 mila euro, mentre sono 450 mila quelli destinati al supporto alle aggregazioni. Anche in questo caso, ci sono delle novità: rispetto allo scorso anno, infatti, è stato incrementato sia l’importo del contributo destinato al singolo richiedente in caso di costituzione di Reti tra professionisti, che passa dai 3 mila euro del 2024 a 4 mila euro, sia quello per la costituzione di studi associati e STP, che sale da 4 a 5 mila euro (per singolo richiedente). Per entrambi i bandi, la domanda di partecipazione dovrà essere inviata esclusivamente attraverso il portale dell’ente entro il 15 maggio 2026.
L’ultimo bando, invece, riguarda formazione e diritto allo studio e avrà un fondo di 3,5 milioni di euro. L’iniziativa si rivolge ai dottori commercialisti che hanno frequentato nell’anno accademico 2023/2024 corsi universitari di laurea, dottorati di ricerca o master universitari, nonché ai figli degli iscritti che, nello stesso periodo, hanno conseguito la licenza media o frequentato scuole superiori o istituti universitari.
Per i primi, l’importo della borsa di studio è pari alle spese sostenute, fino a un massimo di 2.500 euro, che sale a 4.000 euro nel caso di frequenza di corsi universitari, dottorati di ricerca o master svolti all’estero. Per i figli degli iscritti, il contributo è di 1.500 euro per il conseguimento della licenza media, 2 mila euro per la frequenza delle scuole superiori, 2.500 euro per il diploma e 3.500 euro per la frequenza universitaria. Per gli studenti all’estero, il contributo per le scuole superiori può arrivare fino al 50% delle spese sostenute, con un massimo di 6 mila euro. Il bando prevede, inoltre, condizioni di accesso agevolate nel caso in cui gli studenti siano portatori di handicap, a conferma dell’attenzione della Cassa verso l’inclusione e il sostegno alle situazioni di maggiore fragilità. In questo caso, le domande di partecipazione dovranno essere presentate entro il 31 marzo 2026, utilizzando gli appositi moduli disponibili nella pagina dedicata.
“Con i bandi 2026 (che impegnano l’ente per un totale di 4 milioni e 750 mila euro, ndr) rinnoviamo il nostro impegno – ha commentato il Presidente Boccia – a favore degli iscritti, continuando ad incentivare gli investimenti negli studi, l’adozione di nuove tecnologie come l’intelligenza artificiale, le forme di aggregazione professionale e lo studio anche per i figli dei colleghi. In una fase di profonda trasformazione della professione, il nostro obiettivo è accompagnare i dottori commercialisti nel loro percorso di crescita, rendendoli sempre più competitivi e preparati ad affrontare le sfide di un mercato in continua evoluzione”.
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