Il dibattito sul forfetario riguarda da vicino noi commercialisti
Gentile Redazione,
vi scrivo perché credo che il dibattito sul regime forfetario non possa restare confinato ai numeri o alle osservazioni istituzionali. Riguarda da vicino noi professionisti, in particolare i commercialisti, chiamati ogni giorno a leggere il cambiamento prima ancora che venga normato.
Oggi tre forfetari su dieci applicano l’aliquota al 5% nei primi anni di attività. Le adesioni continuano a crescere. Dietro questi dati non vedo una deriva, ma un segnale. Vedo un mercato del lavoro che si è già trasformato: più autonomia, più esternalizzazioni, più micro-competenze che collaborano tra loro.
Le preoccupazioni sulla frammentazione o sulle “false partite IVA” meritano attenzione, ma non possono tradursi in una narrazione difensiva. Se esistono nuove forme di organizzazione del lavoro, il compito del legislatore è regolarle. Il nostro, come professionisti, è accompagnarle.
Il forfetario, nel bene e nel male, è un’anticipazione del sistema economico contemporaneo. È leggero, flessibile, digitale. È spesso il primo passo per giovani che entrano nel mercato o per professionisti che scelgono autonomia. Non possiamo limitarci a valutarne i rischi fiscali: dobbiamo comprenderne la funzione sistemica. Qui entra in gioco il ruolo chiave dei commercialisti. Siamo noi a spiegare i limiti, a prevenire abusi, a costruire soluzioni aggregative moderne: società tra professionisti in regime compatibile, cooperative tra autonomi, reti strutturate. Siamo noi a trasformare una scelta individuale in un percorso sostenibile e conforme.
La vera domanda non è se il forfetario freni la crescita. La vera domanda è se il sistema fiscale italiano sia pronto a governare un’economia fatta di competenze diffuse e collaborazione orizzontale. Se il lavoro è già cambiato, anche la nostra cultura professionale deve evolvere. Non per abdicare al rigore, ma per esercitarlo dentro la realtà, non contro di essa.
Eutekne è uno spazio di confronto qualificato. Per questo credo sia il luogo giusto per aprire una riflessione franca: il forfetario non è una parentesi. È un laboratorio. E i professionisti hanno la responsabilità di guidarlo, non di subirlo.
Vincenzo Castellano
Ordine dei Dottori Commercialisti e Contabili di Roma
Presidente UIFOR – Unione Italiana Forfettari
Vietate le riproduzioni ed estrazioni ai sensi dell’art. 70-quater della L. 633/1941