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Dall’ANC un «manifesto programmatico» in vista delle elezioni

/ REDAZIONE

Mercoledì, 11 marzo 2026

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Etica, trasparenza, maggiore protagonismo degli Ordini territoriali, centralità delle associazioni sindacali di categoria e una revisione dell’equo compenso. Sono queste alcune delle priorità che l’Associazione nazionale commercialisti ha inserito nel “Manifesto programmatico” realizzato in vista delle elezioni nazionali di categoria, in programma il prossimo 15 aprile.

“Questioni cruciali – ha spiegato il Presidente del sindacato Marco Cuchel – come le esclusive professionali, l’accesso agli uffici dell’Agenzia delle Entrate, dell’INPS e dell’INAIL, così come il progressivo indebolimento delle tutele dei commercialisti sia sul piano sociale sia su quello istituzionale, meritano un dibattito aperto e costruttivo nell’interesse dell’intera categoria. Siamo convinti che la professione debba tornare a essere davvero centrale, non soltanto nelle dichiarazioni di principio, ma nei fatti. In questo percorso, il ruolo delle associazioni sindacali di categoria è fondamentale, perché rappresentano un punto di riferimento concreto per tutti gli iscritti e contribuiscono in modo determinante alla tutela e alla valorizzazione della professione”.

Il documento è stato consegnato ieri, nel corso di un evento tenutosi presso la sede romana dell’associazione, agli esponenti della lista “Unione dei Territori”, guidata da Claudio Siciliotti, che ha a sua volta enunciato i capisaldi del suo programma elettorale. “Proponiamo – ha sottolineato – una visione del dottore commercialista non solo come tecnico, ma come figura sociale che contribuisce alla tutela di valori fondamentali della nostra Costituzione, come la libertà d’impresa, la tutela del risparmio e il corretto adempimento degli obblighi tributari”.

Tra i principi fondanti del suo progetto, un “metodo di lavoro fondato su ascolto e confronto”, l’impegno a “non accettare incarichi professionali provenienti dalla politica nazionale durante il mandato” e a “sottoporre il bilancio del Consiglio nazionale all’approvazione degli Ordini territoriali”.

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