Contributo di 2 euro sui piccoli pacchi ancora rinviato al 1° ottobre 2026
Slitta ancora, dal 1° luglio al 1° ottobre 2026, l’applicazione del contributo di 2 euro sulle “piccole importazioni”. Il rinvio è contenuto nel DL che introduce disposizioni urgenti per interventi infrastrutturali e per l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), approvato ieri dal Consiglio dei Ministri.
Si ricorda che tale contributo è stato introdotto dalla legge di bilancio 2026 (art. 1 commi 126-128 della L. 199/2025) ed è destinato alla copertura delle spese amministrative connesse agli adempimenti doganali per le importazioni di beni in spedizioni di valore dichiarato non superiore a 150 euro.
In base a quanto inizialmente previsto, avrebbe dovuto applicarsi alle spedizioni dichiarate per l’immissione in libera pratica registrate a partire dal 1° gennaio 2026. Il DL 38/2026 ha poi prorogato al 1° luglio, data dalla quale diverranno efficaci le disposizioni contenute nel Reg. Ue 382/2026, che introduce un dazio doganale temporaneo di 3 euro per articolo sulle spedizioni di valore intrinseco non superiore a 150 euro (si veda “Da luglio dazio doganale temporaneo di 3 euro sulle piccole spedizioni” del 6 giugno).
Come si legge nel comunicato stampa di Palazzo Chigi, il DL approvato ieri reintroduce anche norme già vigenti negli scorsi anni, sulla possibilità per alcuni operatori economici di sospendere o ridurre l’attività lavorativa, con conseguente accesso in deroga al trattamento di cassa integrazione, a causa di eccezionali ondate di calore.
Ieri il Governo ha anche approvato, in esame definitivo:
- il DLgs. di revisione del sistema degli incentivi, in attuazione dell’art. 3 commi 1 e 2 lett. a) della L. 160/2023;
- il DLgs. di attuazione della delega di cui all’art. 19-bis della L. 21/2024, per la riforma organica e il riordino del sistema sanzionatorio e di tutte le procedure sanzionatorie recati dal Testo Unico di cui al DLgs. 58/98.
I testi tengono conto dei pareri espressi dalle competenti Commissioni parlamentari e, per il decreto legislativo “incentivi”, dell’intesa raggiunta in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome.
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