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Mercoledì, 21 ottobre 2020 - Aggiornato alle 6.00

FISCO

L’e-fattura di fine anno passa i controlli nel 2021 anche col vecchio tracciato

Accettati i documenti predisposti con le precedenti specifiche se riferiti a operazioni degli ultimi giorni del 2020

/ Luca BILANCINI

Sabato, 17 ottobre 2020

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Una fattura elettronica datata 31 dicembre 2020, che venga trasmessa al Sistema di Interscambio nei primi giorni di gennaio dell’anno successivo, non verrà scartata, anche se redatta sulla base delle specifiche tecniche che cessano di avere validità dal prossimo anno. Si tratta di un’importante precisazione fornita dall’Amministrazione finanziaria con la risposta alla Faq 149 (datata 15 ottobre 2020), pubblicata nell’ambito di un aggiornamento delle domande più frequenti.

Per effetto del provvedimento Agenzia delle Entrate 20 aprile 2020 n. 166579, dal 1° ottobre 2020 al 31 dicembre 2020 il Sistema di Interscambio ammetterà sia le fatture elettroniche predisposte con le “vecchie” specifiche tecniche (versione 1.5), sia quelle preparate con il nuovo schema (versione 1.6.1).
Nel provvedimento si precisava altresì che dal 1° gennaio 2021 il SdI “accetterà esclusivamente” e-fatture e note di variazione generate con il nuovo tracciato. L’Agenzia rendeva noto, al proposito, che nell’ultima versione delle specifiche erano state aggiornate “le date di fine validità per taluni codici” ed era stata modificata “la data di entrata in vigore di taluni controlli”.

Il nuovo tracciato prevede, tra l’altro, significative modifiche ai codici “Natura”. In particolare:
- il codice N2, ancora utilizzabile fino al termine dell’anno per identificare le operazioni non soggette, sarà definitivamente sostituito, dal 1° gennaio 2021, dai codici N2.1 (operazioni prive del requisito di territorialità) e N2.2 (altre operazioni non soggette), già in uso in via facoltativa dallo scorso 1° ottobre;

- il codice N3, riferito alle operazioni non imponibili, dal prossimo anno non potrà più essere adottato, vista l’introduzione di sei nuove codifiche riferite a differenti fattispecie di non imponibilità, il cui utilizzo è già consentito dal 1° ottobre 2020 (N3.1 per le esportazioni, N3.2 per le cessioni intra Ue, N3.3 per le cessioni verso San Marino, N3.4 per le operazioni assimilate alle cessioni all’esportazione, N3.5 per le operazioni non imponibili a seguito di presentazione della dichiarazione di intento e N3.6 per le altre operazioni che non concorrono alla formazione del plafond);

- il codice N6 potrà essere utilizzato solo fino a fine anno, venendo sostituito obbligatoriamente dal 1° gennaio con nove diverse codifiche (già in uso, facoltativamente dal 1° ottobre), corrispondenti ad altrettante fattispecie in cui si rende applicabile l’inversione contabile (N6.1 per la cessione di rottami, N6.2 per la cessione di oro e argento puro, N6.3 per il subappalto nel settore edile, N6.4 per la cessione di fabbricati con opzione per l’IVA, N6.5 per la cessione di telefoni cellulari, N6.6 per la cessione di prodotti elettronici, N6.7 per le prestazioni del comparto edile e dei settori connessi, N6.8 per le operazioni del settore energetico, N6.9 per gli altri casi in cui è necessario operare il reverse charge).

L’introduzione dei nuovi codici ha comportato l’adozione di ulteriori tipologie di controlli sul file fattura. Come si legge nelle specifiche tecniche approvate con provvedimento n. 166579/2020, nell’ambito delle verifiche di coerenza sul contenuto, il Sistema di Interscambio scarterà, dal 2021, le fatture che riportino il “valore generico” N2, N3 o N6, in luogo delle nuove, più analitiche, codifiche.

Sulla base di quanto precisato dall’Agenzia delle Entrate nella Faq 149, tuttavia, nel gennaio del prossimo anno dovrebbero comunque superare i controlli anche le fatture che, pur predisposte secondo il precedente schema, riportino, nell’apposito campo, date riferite a operazioni effettuate nel 2020. Così, ad esempio, una fattura relativa alla cessione di un fabbricato il cui atto, che prevede l’opzione per l’applicazione dell’IVA, sia stipulato il 30 dicembre 2020 (data inserita nel campo “Data” del file XML), potrebbe essere predisposta con il vecchio tracciato e l’indicazione del codice natura N6, ed essere trasmessa e accolta dal Sistema di Interscambio anche il 7 gennaio 2021 (cioè entro il termine di dodici giorni dall’effettuazione dell’operazione, disposto dall’art. 21 comma 4 del DPR 633/72). Nella Faq 149 viene sottolineato, infatti, che “i controlli effettuati dal SdI sono relativi alla data del documento”.

Il chiarimento riguarda anche l’esterometro

La precisazione fornita dall’Amministrazione finanziaria riguarda anche la comunicazione dei dati delle operazioni transfrontaliere, motivo per cui, stando a quanto riportato nella Faq 149, sarà accettato anche l’esterometro relativo al quarto trimestre 2020, il cui termine di presentazione scade il 31 gennaio 2021, predisposto sulla base delle precedenti specifiche tecniche.

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