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FISCO

Consulenza giuridica in dogana per questioni di rilevanza generale

L’Agenzia delle Dogane chiarisce la disciplina di cui all’art. 10-octies della L. 212/2000

/ Lorenzo UGOLINI

Giovedì, 22 gennaio 2026

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L’Agenzia delle Dogane, con la circolare n. 3/2026, ha chiarito, per i tributi di propria competenza, la disciplina della consulenza giuridica di cui all’art. 10-octies della L. 212/2000.

Tale norma, in particolare, prevede che “l’Amministrazione finanziaria offre, su richiesta, consulenza giuridica alle associazioni sindacali e di categoria, agli ordini professionali, agli enti pubblici, alle regioni e agli enti locali, nonché alle amministrazioni dello Stato per fornire chiarimenti interpretativi di disposizioni tributarie su casi di rilevanza generale che non riguardano singoli contribuenti”.

Il Ministero dell’Economia e delle finanze, con DM 158/2025, aveva disciplinato i presupposti, il contenuto e le modalità di presentazione dell’istanza, demandando alle Agenzie fiscali l’adozione di appositi provvedimenti, volti a individuare gli uffici competenti, le modalità di invio, di notificazione e comunicazione. Per tale motivo, l’Agenzia delle Dogane aveva adottato la determinazione direttoriale n. 533731/2025, con cui erano state diramate le prime indicazioni.

Con la circolare in esame, l’Ufficio ha fornito i chiarimenti operativi in merito alla consulenza giuridica, sottolineando, in primo luogo, che, per i tributi costituenti risorse proprie tradizionali dell’Unione europea, resta ferma la disciplina specifica dettata dalle norme unionali.

L’istanza, che può essere presentata da diversi soggetti, quali le associazioni di categoria e gli ordini professionali, deve essere trattata dalle Direzioni centrali competenti per tributo: Dogane, Accise e Giochi. Se la richiesta è tramessa a un ufficio non competente, la stessa non sarà dichiarata inammissibile, ma sarà reindirizzata alla Direzione centrale competente, con contestuale comunicazione anche al soggetto interessato.

L’istanza deve contenere una serie di dati, tra cui copia della documentazione non in possesso dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli o di altre Amministrazioni pubbliche indicate dallo stesso richiedente, ritenuta rilevante e utile ai fini di una corretta valutazione della fattispecie oggetto del quesito.

Il soggetto istante, analogamente a quanto avviene per gli interpelli fiscali, deve fornire una rappresentazione puntuale ed esaustiva della fattispecie, nonché della possibile soluzione interpretativa. Da ultimo, deve essere specificata l’assenza delle condizioni di inammissibilità, di cui all’art. 5 comma 1 lett. c), d), e) ed f) del DM 158/2025.

Tra le più rilevanti, occorre segnalare il fatto che l’interessato deve dimostrare che la fattispecie prospettata riguarda questioni di rilevanza generale e non individuale e sulla questione non deve essersi già pronunciata l’Amministrazione finanziaria, fornendo la soluzione a problematiche similari.

La domanda di consulenza giuridica deve essere presentata in carta libera e non è soggetta al pagamento dell’imposta di bollo. Può essere presentata via PEC, mediante spedizione di plico raccomandato con avviso di ricevimento o mediante consegna a mano agli indirizzi delle Direzioni competenti.

L’Amministrazione è tenuta a fornire una risposta entro il termine di 120 giorni dalla ricezione. Tale termine, tuttavia, può subire modifiche laddove il soggetto interessato sia stato invitato a regolarizzare l’istanza o a integrare i documenti allegati.

Nel primo caso, il termine inizierà nuovamente a decorrere dall’avvenuta regolarizzazione; nel secondo, invece, è sospeso per un massimo di 30 giorni (periodo entro il quale l’interessato deve perfezionare la produzione documentale).

L’Agenzia può, infine, chiedere un parere preventivo a un’altra Amministrazione. In tal caso, il termine di 120 giorni è sospeso per massimo 60 giorni. La risposta è trasmessa dall’Ufficio competente via PEC o raccomandata con avviso di ricevimento e pubblicata altresì sul sito istituzionale dell’Agenzia.

Come previsto dall’art. 10-octies comma 1 della L. 212/2000, la richiesta di consulenza giuridica non ha effetto sulle scadenze previste dalle norme tributarie, sulla decorrenza dei termini di decadenza e non comporta interruzione o sospensione dei termini di prescrizione. Le risposte rese, infine, non sono vincolanti per i contribuenti rappresentati dai soggetti istanti, né sono autonomamente impugnabili.

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