X

Informativa

Questo sito, e gli strumenti di terze parti richiamati, utilizzano cookie indispensabili per il funzionamento tecnico del sito stesso e utili alle finalità illustrate nella Cookie Policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la Cookie Policy.

Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie nella modalità sopra indicata.

Recupera Password

Non sei ancora registrato? Clicca qui

Sabato, 22 gennaio 2022 - Aggiornato alle 6.00

IMPRESA

Responsabilità 231 se il reato è commesso nell’«interesse» dell’ente

Il caso affrontato dalla Cassazione evidenzia, peraltro, la necessità di un modello organizzativo da parte delle società sportive

/ Annalisa DE VIVO

Martedì, 16 ottobre 2012

x
STAMPA

download PDF download PDF

Con la pronuncia n. 40380, depositata ieri, la Cassazione ha annullato la sentenza con cui la Corte d’Appello di Roma aveva confermato la condanna della AS. Roma Spa, ai sensi degli artt. 25-ter e 69 del DLgs. 231/2001, per il reato di false comunicazioni sociali nella redazione del bilancio di esercizio 2001/02.

La nota vicenda, che ha visto l’assoluzione in primo grado dei soggetti apicali accusati di falso in bilancio, in quanto le infedeltà riscontrate non superavano le soglie di rilevanza quantitative previste dall’art. 2621, comma 3, c.c., ha avuto prosecuzione esclusivamente con riferimento alla responsabilità ex DLgs. 231/2001.
In specie, derogando alla regola della simultaneità delle vicende processuali proprie della responsabilità amministrativa degli enti rispetto ...

CONTENUTO RISERVATO AGLI ABBONATI

ABBONANDOTI POTRAI AVERE UN ACCESSO
ILLIMITATO A TUTTI GLI ARTICOLI

ACCESSO ABBONATI

Recupera Password

Non sei ancora un utente abbonato
e vuoi saperne di più?

TORNA SU