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Lunedì, 25 marzo 2019 - Aggiornato alle 6.00

NOTIZIE IN BREVE

Solidarietà tra eredi per l’imposta di successione

/ REDAZIONE

Sabato, 9 marzo 2019

Il debito relativo al pagamento dell’imposta sulle successioni non configura un “debito ereditario”, ovvero un debito insistente sulla massa ereditaria, in quanto non è imputabile al de cuius, bensì configura un debito sorto ex lege, occasionato dall’apertura della successione, a carico di tutti gli eredi nei confronti dello Stato.
Lo chiarisce la Corte di Cassazione, con l’ordinanza 8 marzo 2019 n. 6803.

In particolare, poi, la Corte ricorda che l’art. 36 comma 1 del DLgs. 346/90, nel disporre che gli eredi sono obbligati solidalmente al pagamento dell’imposta, nell’ammontare complessivamente dovuto da loro stessi e dai legatari, richiama la nozione di solidarietà di cui all’art. 1292 c.c. Tale ultima norma, tra il resto, chiarisce che l’obbligazione è in solido quando più debitori sono obbligati tutti per la medesima prestazione, in modo che ciascuno può essere costretto all’adempimento per la totalità e l’adempimento da parte di uno libera gli altri. Di conseguenza, in presenza di una pluralità di eredi, tutti devono ritenersi obbligati per la medesima prestazione nei riguardi dell’Erario, ognuno conservando il diritto di regresso nei confronti degli altri condebitori (cfr. Cass. n. 22523/2007).

Il diritto di regresso del condebitore solidale ex art. 1299 c.c. nei confronti degli altri condebitori sorge solo al momento dell’avvenuto pagamento del debito in favore dell’ente creditore e, quindi, nel caso di specie, in cui era stato concesso il pagamento rateale dell’imposta di successione, nel momento del pagamento, ad opera di uno degli eredi, della rata mensile (in misura integrale).

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