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Giovedì, 18 aprile 2019 - Aggiornato alle 6.00

FISCO

Nuovi termini di prescrizione dell’obbligazione doganale

Il disegno di legge europea 2018 disciplina il termine di accertamento in presenza di una notizia di reato fissandolo in sette anni

/ Lorenzo UGOLINI

Martedì, 16 aprile 2019

La Commissione Politiche dell’Unione europea del Senato ha concluso, il 9 aprile scorso, l’esame del disegno di legge contenente le disposizioni per l’adempimento degli obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Ue (legge europea 2018), che si trova a Palazzo Madama in terza lettura.

In particolare, il disegno di legge, nel recepire i nuovi termini di prescrizione delle obbligazioni doganali, modificherà l’art. 84 del TULD (DPR 43/73), prevedendo che, a partire dal 1° maggio 2016, “i termini per la notifica dell’obbligazione doganale avente ad oggetto diritti doganali sono disciplinati dalle vigenti disposizioni dell’Unione europea. Qualora l’obbligazione avente ad oggetto i diritti doganali sorga a seguito di un comportamento penalmente perseguibile, il termine per la notifica dell’obbligazione doganale è di sette anni”.

Tale novità recepisce pienamente il dettato dell’art. 103 par. 1 del Reg. Ue 952/2013 (CDU) e, pertanto, il potere di revisione dell’accertamento d’ufficio sarà sottoposto al termine di prescrizione triennale, decorrente dalla data in cui sorge l’obbligazione tributaria.

È bene, tuttavia, ricordare che il dies a quo si differenzia a seconda che l’importazione sia avvenuta in base a una dichiarazione doganale (art. 77 del CDU) ovvero nei casi di introduzione irregolare e di sottrazione indebita al controllo doganale (art. 79 del CDU).

Nelle ipotesi contemplate dall’art. 77 del CDU, infatti, la nascita dell’obbligazione fiscale è collegata alla data della bolletta doganale, mentre, nelle altre circostanze, venendo a mancare l’elemento dichiarativo e l’indicazione della destinazione della merce, opera una presunzione legale di immissione in libera pratica, con la conseguenza che il debito si considera sorto nel momento in cui non è soddisfatto (o cessa di essere soddisfatto) l’obbligo la cui inadempienza determina il sorgere dell’obbligazione (anche Cass. 22 marzo 2019 n. 8100).

Il termine di prescrizione triennale trova, tuttavia, un’importante eccezione se l’evento da cui sorge l’obbligazione doganale integra anche un fatto penalmente perseguibile: in presenza di una notitia criminis il termine sarà esteso a sette anni.
L’art. 103 par. 2 del CDU, infatti, rimanda al diritto nazionale la disciplina di tale fattispecie, imponendo tuttavia un’estensione dei termini per l’accertamento da un minimo di cinque anni a un massimo di dieci.

Al riguardo, l’Agenzia delle Dogane, con la circolare n. 8 del 2016, ha affermato che, dal 1° maggio 2016, nelle more dell’adozione del provvedimento di legge in itinere volto a modificare l’art. 84 del TULD, si ritiene applicabile il termine minimo previsto dalle disposizioni unionali (cinque anni).

Recepita anche la disciplina di sospensione della prescrizione

Il legislatore nazionale, nel disegno di legge europea 2018 in esame, disciplina espressamente il nuovo (e più lungo) termine di accertamento in presenza di una notizia di reato, fissandolo in sette anni.
Recependo, infine, integralmente le disposizioni comunitarie, è stata pacificamente recepita anche la disciplina della sospensione dei termini prescrizionali (sia di quello triennale che di quello settennale).

In particolare, questi sono sospesi se (art. 103, par. 3 del CDU):
- è stato presentato un ricorso e per tutta la durata del relativo processo;
- le autorità doganali hanno comunicato al debitore le motivazioni in base alle quali intendono notificare l’obbligazione doganale; la sospensione si applica a decorrere dalla data di tale comunicazione fino allo scadere del periodo in cui l’operatore economico ha la possibilità di esprimere il proprio punto di vista.

In tale ultima circostanza, pertanto, durante il termine previsto per il contraddittorio preventivo (30 giorni dalla notifica del PVC), il termine di prescrizione è sospeso, con la conseguenza che la Dogana è legittimata a notificare la pretesa se il termine scade nel periodo di esercizio del diritto di ascolto.

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