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Giovedì, 18 aprile 2019 - Aggiornato alle 6.00

FISCO

La rottamazione dei ruoli può cancellare l’ipoteca esattoriale

Se il debito tributario scende sotto la soglia legale dell’art. 77 del DPR 602/73, l’iscrizione ipotecaria diventa illegittima

/ Alice BOANO

Martedì, 16 aprile 2019

L’illegittimità dell’iscrizione dell’ipoteca esattoriale può essere accertata in ragione del mancato rispetto dei limiti previsti dalla legge. Per effetto dell’art. 77 comma 1-bis del DPR 602/73, l’ipoteca può essere iscritta sui debiti (anche) tributari a condizione che l’importo complessivo per cui si procede non sia inferiore complessivamente a 20.000,00 euro.
Il valore del debito tributario è stato innalzato per effetto del DL 16/2012 da 8.000 euro a 20.000 euro e va computato considerando tutti i ruoli affidati ad Agenzia delle Entrate-Riscossione.

Occorre sottolineare, a margine, che assumono rilevanza non solo i crediti di natura fiscale e, dunque, devono essere ricompresi anche quelli di natura previdenziale (Cass. 7 ottobre 2015 n. 20055). Allo stesso modo, non importa se i crediti siano oggetto di contestazione giudiziale, almeno in assenza di una sospensione disposta dal giudice o in via amministrativa (Cass. 31 gennaio 2014 n. 2190).

Il mancato superamento della soglia “legale” per l’iscrizione ipotecaria costituisce, dunque, un vizio dell’atto di riscossione e la relativa eccezione, non essendo rilevabile d’ufficio, deve essere sollevata tempestivamente con il ricorso introduttivo (Cass. 26 settembre 2018 n. 22859).

Nel caso di specie affrontato dalla sentenza della C.T. Prov. Lecce 7 marzo 2019 n. 401/4/19, un contribuente impugnava un diniego di cancellazione di ipoteca sulla base del rilievo che il debito da cui traeva origine l’iscrizione ipotecaria era stato sanato, ad eccezione di due cartelle di pagamento ormai prescritte e, pertanto, non più dovute.
La parte ricorrente aveva, infatti, beneficiato della sanatoria di cui all’art. 6 del DL 193/2016 in relazione ad alcuni carichi portati da ruoli datati 2000 e 2016 e aveva regolarizzato la propria posizione davanti all’Erario.

L’Agenzia delle Entrate-Riscossione, dal canto suo, aveva comunicato alla ricorrente l’impossibilità di provvedere alla cancellazione dell’ipoteca, in ragione del fatto che “il debito, sotteso all’iscrizione della formalità in parola, non risulta ancora totalmente estinto”, in quanto non risultava “ancora effettuato il pagamento dell’imposta di due cartelle erariali di emissione anteriore all’anno 2000”.
Le due cartelle di pagamento rimaste fuori dalla rottamazione dei ruoli, secondo parte privata, erano in ogni caso da ritenersi non dovute per intervenuta prescrizione.

I giudici tributari mettono in evidenza che, a seguito della nota dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione, la somma ancora dovuta dalla ricorrente era divenuta inferiore al limite di 8.000 euro fissato per l’iscrizione ipotecaria dalla normativa previgente.
Pertanto, anche a voler prescindere dall’orientamento giurisprudenziale che ritiene la soglia di 20.000 euro applicabile in via retroattiva (C.T. Reg. Roma 25 novembre 2015 n. 6198/9/15), la soglia legale non veniva rispettata.

Illegittimità a prescindere dall’intervenuta prescrizione

La decisione si fonda sul tenore letterale dell’art. 77 comma 1-bis del DPR 602/73, a mente del quale la misura cautelare in commento può essere adottata e ritenuta valida solamente nell’ipotesi in cui i debiti per cui si procede siano complessivamente superiori alla richiamata soglia.
La sopravvenuta adesione alla rottamazione dei ruoli di cui all’art. 6 del Dl 193/2016, di conseguenza, fa sì che il provvedimento di diniego dell’iscrizione ipotecaria, oggetto d’impugnazione, sia da dichiararsi illegittimo, a prescindere dal fatto che le somme complessivamente dovute riguardino imposte ormai prescritte oppure no.

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