X

Informativa

Questo sito, e gli strumenti di terze parti richiamati, utilizzano cookie indispensabili per il funzionamento tecnico del sito stesso e utili alle finalità illustrate nella Cookie Policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la Cookie Policy.

Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie nella modalità sopra indicata.

Recupera Password

Non sei ancora registrato? Clicca qui

Venerdì, 6 dicembre 2019 - Aggiornato alle 6.00

LETTERE

Sulle cessioni d’azienda un altro insuccesso

Venerdì, 12 aprile 2019

Gentile Direttore,
le ultime notizie lette sulla stampa di settore mi porta a comunicarle qualche riflessione su questa nostra professione che, ancora una volta, crea delusione e sconforto da buona parte dei colleghi; sento lamentele continue.

Oramai svolgo da 40 anni questa professione che ritengo di conoscere non solo sotto aspetti tecnici, ma anche sotto aspetti legati al suo sistema politico. Appartengo a quell’insieme di colleghi che rappresenta ben l’85% della categoria, cioè coloro che svolgono l’attività con prevalenza su aspetti contabili, dichiarativi e adempimenti; per sgombrare il campo dico subito che mi rendo ben conto e quindi sono convintissimo che “il futuro della professione” non sia questo, ma dovrà certamente portarci al nostro naturale ruolo di consulenti di impresa attraverso specializzazioni che siano utili e sentite dall’imprenditore.
Penso però che anche a fronte di un cambiamento radicale dell’attività, il “mercato” non darà la possibilità a tutto questo 85% di continuare svolgere il lavoro.

Si aggiunga il fatto della creazione da parte dello Stato di Elenchi e Albi la cui iscrizione si rende obbligatoria per lo svolgimento di attività che spesso rientrano nella nostra professione, per eseguire le quali abbiamo svolto un lungo e faticoso percorso formativo che ci ha portato al superamento di un difficile esame di Stato occorrente per l’iscrizione nel nostro Albo – Ordine dei Commercialisti e degli Esperti Contabili. Ci troviamo di fronte a una “moltiplicazione degli Albi”.

L’ultima “illusione”, l’estensione della competenza, come pubblici ufficiali, ai commercialisti delle cessioni di azienda e affitti di ditte individuali; emendamento accantonato, in pratica “messo nel cassetto” ancora una volta forse per farci illudere ancora in futuro.
Nello scontro sulle attività “riservate” fatto con altri Ordini/Albi ancora una volta abbiamo avuto un insuccesso, questa volta i notai, in precedenza i consulenti del lavoro e così via.
Lo vedevo come un primo passo sul percorso del nostro futuro non legato solo ad adempimenti, ma fatto di specializzazioni e soprattutto di certezza da dare nella “tutela dei terzi” che ci dovrebbe sempre contraddistinguere nella nostra attività.

Preciso che questa volta non “veniva tolto niente ad altri” ma semplicemente “si sarebbe riportato a casa quanto ci era stato tolto. Ricordo infatti che fino al 1992 i commercialisti esercitavano queste attività.

Infine debbo dire che, sempre oggi, leggo ancora buone notizie ora in fase di discussione parlamentare che ci fanno sperare ancora:
- obbligo dell’invito al contraddittorio;
- delega unica agli intermediari;
- tassazione solo dei canoni incassati.
Come dire, speriamo, ma sappiamo tutti che “solo sperando... si fa una brutta fine”.


Massimo Giaroli
Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Reggio Emilia


TORNA SU