X

Informativa

Questo sito, e gli strumenti di terze parti richiamati, utilizzano cookie indispensabili per il funzionamento tecnico del sito stesso e utili alle finalità illustrate nella Cookie Policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la Cookie Policy.

Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie nella modalità sopra indicata.

Recupera Password

Non sei ancora registrato? Clicca qui

Lunedì, 21 ottobre 2019 - Aggiornato alle 6.00

FISCO

Il perfezionamento passivo non permette errori di digitazione

Le voci doganali delle merci dichiarate devono rientrare negli elenchi dei prodotti compensatori autorizzati, altrimenti scattano i maggiori dazi

/ Lorenzo UGOLINI

Mercoledì, 9 ottobre 2019

Se le voci doganali dichiarate all’atto della reimportazione in regime di perfezionamento passivo non sono comprese, per un errore nella digitazione dei codici, negli elenchi dei prodotti compensatori o trasformati autorizzati, il contribuente risponde dei maggiori dazi.
Tale principio è stato espresso dalla Corte di Cassazione che, con la sentenza n. 25057 depositata ieri, ha confermato gli inviti al pagamento notificati dall’Agenzia delle Dogane per il recupero dei maggiori diritti a seguito della violazione delle norme relative al perfezionamento passivo.

I giudici di merito avevano accolto la tesi difensiva, ritenendo che, poiché i codici utilizzati corrispondevano a capi di abbigliamento per i quali il dazio da applicare era lo stesso delle merci da reimportare, non era verosimile ...

CONTENUTO RISERVATO AGLI ABBONATI

ABBONANDOTI POTRAI AVERE UN ACCESSO
ILLIMITATO A TUTTI GLI ARTICOLI

ACCESSO ABBONATI

Recupera Password

Non sei ancora un utente abbonato
e vuoi saperne di più?

TORNA SU