I giovani professionisti chiedono di sospendere le imposte per tutto il 2020
Sospensione del versamento delle imposte per tutto il 2020 e una drastica riduzione, sempre per l’anno in corso, delle aliquote fiscali relative a IRPEF e IRES. A chiedere “misure più efficaci” per stimolare la ripresa dell’economia italiana sono le associazioni nazionali dei giovani avvocati, commercialisti e notai. Con un comunicato congiunto diffuso ieri, i tre sindacati guidati rispettivamente da Antonio De Angelis, Matteo De Lise e Alberto Chiosi hanno sottolineato che i provvedimenti fino ad oggi varati dal Governo non sono abbastanza incisivi per affrontare una crisi economica che “non può ritenersi risolvibile in pochi mesi”.
“Gli interventi normativi finora adottati e in particolare l’art. 18 del decreto liquidità – scrivono – prevedono solamente la sospensione del pagamento dei tributi, inerenti ai mesi di marzo e aprile, fino al mese di giugno, con la facoltà per i contribuenti di rateizzare le imposte dovute e non versate fino ad un massimo di 5 rate mensili”. Per le tre associazioni è troppo poco, a maggior ragione se si considera che “la liquidità a favore delle imprese e l’oramai famoso bonus di 600 euro non sono ancora, a distanza di settimane, disponibili per molti richiedenti”.
Anche la possibilità, attualmente al vaglio del Governo, di rateizzare i tributi fino a dicembre “sarebbe soltanto un inutile orpello alla normativa già in vigore, non incidendo concretamente sulla situazione patrimoniale dei contribuenti e palesando altresì l’inadeguatezza di tale miope visione in merito alle reali prospettive di ripresa economica del Paese”.
Per mettere le imprese nelle condizioni di ripartire bisogna “sospendere il versamento delle imposte fino a fine 2020”, prevedendo il pagamento “a partire dal 31 gennaio 2021, in rate mensili sino ad un massimo di 5 anni”. In più si chiede una riduzione di “almeno 10 punti percentuale” delle aliquote fiscali IRPEF e IRES per l’anno in corso. Interventi che dovrebbero essere accompagnati da “una semplificazione vera, concreta ed effettiva degli adempimenti richiesti in tutti gli ambiti da una burocrazia che è un freno alla ripresa economica”.
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