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Martedì, 2 giugno 2020 - Aggiornato alle 6.00

PROFESSIONI

Professioni ordinistiche pronte alla protesta per i contributi a fondo perduto

Data l’esclusione dal beneficio, commercialisti e consulenti del lavoro disertano una riunione alle Entrate e studiano altre iniziative congiunte

/ Savino GALLO

Venerdì, 22 maggio 2020

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Professionisti sul piede di guerra. L’esclusione dai contributi a fondo perduto previsti dal decreto Rilancio a favore di lavoratori autonomi e imprese che abbiano registrato un calo del fatturato di oltre un terzo ad aprile (rispetto allo stesso mese del 2019), non è andata giù ai Consigli nazionali degli Ordini professionali, che sono pronti allo scontro per fare sì che la norma venga cambiata.

La prima vera iniziativa di protesta è arrivata ieri e a firmarla sono stati commercialisti e consulenti del lavoro, che hanno annunciato l’intenzione di disertare la riunione indetta per oggi dal Direttore dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini. Al centro dell’incontro proprio il tema dei contributi a fondo perduto, che verranno erogati dalle Entrate. Sono stati invitati a partecipare i rappresentanti di tutte le categorie produttive (impresa, commercio, agricoltura, edilizia e artigianato), oltreché commercialisti e consulenti del lavoro.

I rappresentanti dei due Consigli nazionali, però, non ci saranno: “L’incredibile esclusione dei liberi professionisti – scrivono in una nota congiunta Massimo Miani, Presidente dei commercialisti, e Marina Calderone, numero uno dei consulenti del lavoro – ci impone di disertare la riunione. Le nostre due categorie, assieme a tutte le professioni ordinistiche italiane, si batteranno in ogni modo affinché si ponga rimedio a questa inaccettabile discriminazione perpetrata ai danni di un settore trainante dell’economia italiana”.

Ieri, Francesca Puglisi, Sottosegretario al Lavoro, ha espresso l’auspicio, nel corso di un webinar organizzato dall’Istituto nazionale degli esperti contabili, che la norma venga cambiata. Ma gli Ordini professionali si aspettano fatti concreti e, per questo, sono pronti a mettere in campo altre azioni di protesta. Una prima riunione tra i Presidenti c’è stata due giorni fa, la prossima è in programma lunedì.

Tali iniziative non saranno le uniche che coinvolgeranno i commercialisti che, sul fronte della protesta, si stanno muovendo anche in solitaria. Anche perché, oltre alla questione dei contributi a fondo perduto, ci sono altri provvedimenti che hanno suscitato tante perplessità. Su tutti, il tema fiscale, con il mancato rinvio dei versamenti a giugno.

“Anche questa scelta – spiega a Eutekne.info il Presidente Miani – è davvero inaccettabile per noi. Intanto, perché i contribuenti non hanno i soldi per pagare le imposte al 30 giugno. Ma bisogna anche rendersi conto che i commercialisti, già normalmente oberati di lavoro, in questo momento stanno dedicando tutto il loro tempo ad assistere i clienti sulle misure di sostegno previste dalle ultime norme. Ora dovremmo fare tutto il calcolo delle imposte, che comunque dobbiamo consegnare ai clienti, anche se non ci pagano, per poi magari sentirci dire a fine giugno che i versamenti saranno prorogati a settembre o ottobre (come peraltro accadde lo scorso anno causa ISA, ndr). Non siamo assolutamente disposti a subire di nuovo un trattamento del genere”.

Ecco perché, oltre alla protesta sul tema trasversale dei contributi a fondo perduto assieme alle altre professioni, i commercialisti hanno intenzione di organizzare altre “iniziative forti”. In questo senso, l’interlocuzione con i sindacati di categoria è già iniziata e continuerà questa mattina, con una nuova riunione tra i Presidenti delle associazioni e i rappresentanti del CNDCEC.

Intanto, sulla decisione di disertare la riunione sui contributi a fondo perduto è arrivata, nella serata di ieri, la reazione delle Entrate. “Senza voler entrare nel merito della scelta dei commercialisti e dei consulenti del lavoro – riporta l’Ansa citando fonti interne all’Agenzia – la posizione dei due Consigli preclude alla possibilità di condividere le scelte adottate e di poter rappresentare eventuali criticità o necessità procedurali dei professionisti a tutela del buon esito delle procedure e dei destinatari dei contributi a fondo perduto”. La diserzione, dunque, rischia di “di danneggiare i loro clienti e le piccole, imprese, artigiani e commercianti, che in questo particolare momento avrebbero bisogno solo di ricevere i soldi del contributo il prima possibile”.

Le stesse fonti delle Entrate ricordano che i professionisti sono comunque destinatari delle indennità di 600 euro per aprile e fino a mille euro per maggio. Ma in realtà, anche su questo aspetto, ci sarebbe qualche problema. Ieri, l’AdEPP ha denunciato un “corto circuito tra due disposizioni del decreto legge Rilancio, dove un primo articolo (il numero 78) rifinanzia la misura di marzo anche per aprile e maggio mentre un altro articolo (il numero 86) rende l’indennizzo già erogato incompatibile con quello dei mesi successivi”. Le Casse previdenziali dei professionisti confidano che si tratti di “un errore materiale”, ma lo “scivolone” dovrà subito essere corretto.

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