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Sabato, 4 luglio 2020 - Aggiornato alle 6.00

LAVORO & PREVIDENZA

Per le aziende plurilocalizzate CIG in deroga più semplice

Nell’ambito dell’articolata procedura COVID-19 vengono introdotte semplificazioni per la domanda all’INPS

/ Luca MAMONE

Lunedì, 8 giugno 2020

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Gli adempimenti collegati alla concessione della CIG in deroga con causale COVID-19 ex art. 22 del DL 18/2020 per le aziende con unità produttive site in più Regioni o Province autonome (c.d. “plurilocalizzate”), sono stati illustrati dall’INPS, oltre che dalla circ. n. 58/2020, anche con il recente messaggio n. 2328/2020.
Con tale ultimo intervento è stato introdotto un flusso di gestione semplificato per la presentazione all’INPS delle domande di CIG in deroga COVID-19, da parte delle aziende “plurilocalizzate”, molte delle quali, nella situazione emergenziale, hanno evidenziato difficoltà tecniche tali da incidere negativamente sui tempi di erogazione della prestazione, derivanti dal rispetto delle modalità di presentazione delle domande per singola unità produttiva.

La semplificazione incide tuttavia su una fase della procedura di accesso alla CIG in deroga, ossia la presentazione dell’istanza di erogazione del trattamento all’INPS, da effettuarsi una volta ottenuto il decreto di autorizzazione ministeriale. Sul punto, si ricorda che il riconoscimento ministeriale della CIG in deroga richiesto dalle aziende plurilocalizzate, inizialmente previsto dall’art. 22 del DL 18/2020, è ora riportato al successivo art. 22-quater, introdotto dal recente decreto “Rilancio” (DL 34/2020), laddove – così come evidenziato anche dalla Fondazione Studi Consulenti del lavoro con la circ. n. 15/2020 – si stabilisce che per i datori di lavoro con unità produttive site in più Regioni o Province autonome il trattamento in deroga può essere riconosciuto dal Ministero del Lavoro.

In generale, secondo quanto indicato nella citata circ. INPS n. 58/2020, le aziende plurilocalizzate devono prima presentare un’apposita domanda di intervento al Ministero del Lavoro corredata dal previsto accordo sindacale nonché dall’elenco nominativo dei lavoratori interessati dalle sospensioni o riduzioni di orario dal quale emerga la quantificazione totale delle ore di sospensione, con il relativo importo.

Sono inoltre richiesti i dati relativi all’azienda (denominazione, indirizzo della sede legale, numero matricola INPS, ecc.), i dati relativi alle unità aziendali che fruiscono del trattamento, la causale di intervento per l’accesso al trattamento e il nominativo del referente della domanda con l’indicazione di un recapito telefonico e di un indirizzo e-mail.
Una volta ricevuta la documentazione ed effettuata l’istruttoria, in caso di esito positivo il Ministero del Lavoro emana il provvedimento di concessione tramite apposito decreto.

Ottenuto il decreto di concessione, l’azienda invia quindi la domanda di integrazione salariale in deroga “modello IG_15_deroga” (cod. “SR100”) all’INPS utilizzando la piattaforma “CIGWEB” con il sistema del “ticket”. Ed è in riferimento a tale fase della procedura che l’INPS è intervenuto con il messaggio n. 2328/2020, predisponendo a favore delle aziende plurilocalizzate un flusso di gestione semplificato di invio delle domande all’Istituto previdenziale medesimo, che consente alle aziende che hanno molteplici unità produttive la presentazione di un numero minore di domande, unificandole in unità produttive omogenee per attività svolta e per collocazione territoriale.

Comunicazione via PEC

In pratica, il datore di lavoro dovrà comunicare preventivamente all’INPS, utilizzando un apposito indirizzo PEC (dc.ammortizzatorisociali@postacert.inps.gov.it), che, in relazione al decreto di concessione della CIG in deroga emanato dal Ministero del Lavoro, intende presentare una domanda semplificata in presenza di una pluralità di unità produttive. La PEC dovrà indicare il numero del decreto ministeriale, le settimane concesse, l’unità produttiva accorpante e l’elenco delle unità produttive accorpate.

Ne deriva che dovranno essere indicate dall’azienda stessa le unità produttive su cui chiede di presentare domanda, le unità produttive che possono ricomprendere unità produttive omogenee per matricola aziendale, la collocazione territoriale, il periodo di sospensione concesso, l’attività produttiva svolta e l’articolazione dei giorni di sospensione dei beneficiari.

In particolare, l’azienda potrà dichiarare un’unità produttiva individuata per la gestione delle domande delle unità produttive ubicate nelle Regioni del Nord che hanno diritto alle 13 settimane, e un’altra o più per la gestione delle unità produttive ubicate nelle altre Regioni per cui il decreto ministeriale ha concesso 9 settimane di sospensione.
Successivamente, ricevute le domande di CIG in deroga, l’INPS effettuerà l’istruttoria e comunicherà l’autorizzazione alle aziende interessate, notificandola a mezzo PEC.

Trattandosi di pagamento diretto effettuato dalle competenti sedi INPS, i datori di lavoro dovranno poi inoltrare la documentazione per la liquidazione del trattamento in deroga, utilizzando il modello “SR41” semplificato.

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