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Mercoledì, 21 ottobre 2020 - Aggiornato alle 6.00

FISCO

Plastic tax esclusa dalla base imponibile IVA

L’Agenzia delle Dogane, in un «open hearing» tenutosi ieri, ha fornito indicazioni rispetto al provvedimento in corso di emanazione

/ Fabio Tullio COALOA e Emanuele GRECO

Sabato, 17 ottobre 2020

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A pochi giorni dall’emanazione del provvedimento direttoriale, per quanto concerne la c.d. “plastic tax”, e del decreto attuativo del MEF, per quanto concerne la c.d. “sugar tax”, l’Agenzia delle Dogane e dei monopoli ha anticipato – durante un open hearing tenutosi ieri – alcune interessanti informazioni riguardanti i soggetti obbligati dell’imposta sui manufatti in plastica e i relativi adempimenti, nonché le iniziative allo studio per allineare quest’ultima imposta alla “sugar tax”.
Entrambe le discipline saranno efficaci a decorrere dal 1° gennaio 2021, per effetto del rinvio operato dall’art. 133 del DL 34/2020 (decreto “Rilancio”).

Sul fronte della plastic tax, la novità più importante riguarda l’uscita di scena, tra i possibili soggetti obbligati, dell’esercente dei depositi grossisti e degli esercenti dei depositi della grande distribuzione; il loro possibile coinvolgimento, che di fatto sostituiva quello del fabbricante delle materie plastiche, era stato paventato durante l’open hearing del 29 settembre 2020, creando non poche perplessità.
Si conferma che tra i soggetti obbligati rientrano le imprese proprietarie delle materie prime plastiche nonché le imprese di produzione dei MACSI.
I c.d. “commissionari” si aggiungono, dunque, agli esercenti impianti di produzione di MASCSI a partire da materie prime di plastica vergine o riciclata (c.d. “fabbricanti”), ai soggetti che acquistano i MACSI provenienti da altri Paesi Ue (c.d. “acquirenti”), ai soggetti che cedono MACSI provenienti da altri Paesi Ue a un consumatore privato (c.d. “cedenti”) e ai soggetti che acquistano MACSI provenienti da Paesi extra-Ue (c.d. “importatori”).

Tra le altre precisazioni relative al tributo sulla plastica, viene ribadito che, nella determinazione che sarà emanata entro fine ottobre 2020, saranno individuati tutti i codici di nomenclatura combinata dei polimeri e dei materiali in plastica con riferimento ai quali sarà applicabile l’imposta.

Con riferimento agli adempimenti, è stato anticipato che il “fabbricante” sarà tenuto a registrarsi nei sistemi dell’Agenzia delle Dogane e dei monopoli, al fine di ottenere un codice identificativo univoco, presentando una comunicazione con allegata una relazione contenente le caratteristiche tecniche dell’impianto con la relativa potenzialità annua, la descrizione del processo produttivo dei MACSI, le modalità di gestione del deposito MACSI e delle materie prime plastiche e le procedure con cui è tenuta la contabilità industriale dell’impianto.
Andrà poi trasmessa una dichiarazione trimestrale contenente, per ciascun impianto di produzione, la massa di materia prima plastica introdotta, lavorata, in giacenza e ceduta, l’ammontare dell’imposta liquidata, da versare o da rimborsare e il numero di fatture emesse.
Viene, inoltre, previsto l’obbligo di tenere una contabilità giornaliera per l’impianto di produzione, anche se sul punto specifico non sono state rese ulteriori indicazioni.

Obbligo di registrazione e di invio della dichiarazione trimestrale

Gli obblighi di registrazione, trasmissione della dichiarazione trimestrale e tenuta della contabilità dell’impianto ricadranno anche sugli altri soggetti obbligati, con la particolarità che il “commissionario” potrà tenere una contabilità con cadenza settimanale, e non giornaliera, per ogni impianto di produzione.

In merito alle iniziative allo studio per allineare la plastic e la sugar tax, come richiesto da tutte le associazioni di categoria intervenute al dibattito, l’Agenzia delle Dogane e dei monopoli ha precisato che l’obiettivo è quello di modificare:
- il termine di pagamento e di trasmissione della dichiarazione ai sistemi dell’Agenzia della sugar tax da mensile a trimestrale;
- la struttura delle due imposte prevedendo che presso gli impianti di produzione siano riconosciuti come soggetti obbligati anche il cedente di bevande edulcorate (sugar tax) e il venditore di MACSI (plastic tax), che agiscono come committenti;
- le modalità di esposizione dei dati in fattura, prevedendo che per la sugar tax vi sia l’indicazione in fattura dell’importo afferente il tributo mentre per la plastic tax siano esposti i dati che permettono di calcolare l’imposta.

Un’ulteriore importante precisazione fornita dall’Agenzia riguarda poi la circostanza che né la plastic tax né la sugar tax concorreranno alla determinazione della base imponibile IVA, non trattandosi di accise quanto piuttosto di contributi. La qualificazione di tali proventi come “contributi” dovrebbe, peraltro, essere esplicitata nei decreti di attuazione delle due discipline.

Nessuna novità, invece, in merito a un nuovo possibile differimento dell’efficacia delle due nuove imposte. Resta, dunque, in mano al legislatore il nodo della tempistica o l’eventuale previsione di un periodo di moratoria delle sanzioni, per permettere agli operatori di poter implementare i sistemi gestionali per informatizzare i nuovi processi dichiarativi e di tracciabilità.

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