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Giovedì, 26 novembre 2020 - Aggiornato alle 6.00

IL CASO DEL GIORNO

Saldo IRAP 2019 e primo acconto 2020 erroneamente versati al recupero

/ Luca FORNERO

Giovedì, 29 ottobre 2020

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Nella pratica può accadere che qualche contribuente, pur possedendo i requisiti per non procedere al pagamento del saldo IRAP 2019 e del primo acconto IRAP 2020 (ex art. 24 del DL 34/2020), abbia ugualmente adempiuto.

Al di là delle ipotesi di errore, il versamento può essere avvenuto per ragioni prudenziali: è il caso, ad esempio, degli enti non commerciali, con riferimento ai quali la possibilità di beneficiare dell’agevolazione è stata confermata solo “sul filo di lana” dall’Agenzia delle Entrate con la circ. n. 25/2020, oppure dei contribuenti che, alla data prevista per l’adempimento, non erano sicuri di rispettare i vincoli comunitari e hanno acquisito tale certezza solo successivamente.

Indipendentemente dalle motivazioni dell’intervenuta corresponsione, ci si domanda se sia possibile recuperare gli importi versati e, in caso di risposta affermativa, con quali modalità.
In assenza di regole specifiche, sembra ragionevole ritenere che tale recupero possa avvenire in base alle disposizioni generali in tema di pagamenti eccedenti.

Così, l’importo del saldo 2019 non dovuto potrà essere indicato nel rigo IR28 “Eccedenza di versamento a saldo” della dichiarazione IRAP 2020, ove trova allocazione “l’importo eventualmente versato in eccedenza rispetto alla somma dovuta a saldo per la presente dichiarazione” (per via dell’art. 24 del DL 34/2020, in questo caso l’eccedenza sarebbe pari all’intero importo versato).

Per quanto concerne il “recupero” della prima rata dell’acconto 2020, bisogna considerare che, al sussistere dei requisiti per fruire dello “sconto” di cui all’art. 24 del DL 34/2020, l’acconto IRAP complessivamente dovuto per il 2020 è pari a quanto occorre corrispondere a titolo di seconda rata (cfr. circ. Agenzia Entrate n. 27/2020, § 1.2) e, quindi, al 50% (per i soggetti ISA) o al 60% (per i soggetti estranei agli ISA) dell’IRAP:
- indicata nel rigo IR21 (“Totale imposta”) della dichiarazione IRAP 2020, se si adotta il metodo storico;
- che si presume dovuta per il 2020 e che sarà indicata nel rigo IR21 della dichiarazione IRAP 2021 (supponendo che la numerazione dei righi resti la medesima), se si adotta il metodo previsionale.

La prima rata versata dai soggetti ISA dovrebbe già coprire l’acconto

Pertanto, entro il prossimo 30 novembre 2020 (oppure 30 aprile 2021, se ricorrono le condizioni per fruire della proroga ex art. 98 del DL 104/2020), qualora il contribuente sia un soggetto ISA, potrà omettere il versamento della seconda rata di acconto, essendo questa già “coperta” dall’importo versato a titolo di prima rata. In proposito, si ritiene non necessario modificare il codice tributo utilizzato per il versamento, presentando istanza di correzione del modello F24 a suo tempo trasmesso, atteso che, in base alle disposizioni generali, il contribuente può decidere di versare l’intero acconto dovuto già entro il termine previsto per la prima rata.

Se, invece, il contribuente non è un soggetto ISA, entro il 30 novembre 2020 verserà, a titolo di seconda rata, il 20% del dovuto, di modo tale da raggiungere, con il 40% già corrisposto come prima rata, l’importo complessivamente dovuto quale acconto per il 2020.

Eventuali eccedenze a credito che dovessero ancora emergere potranno essere gestite nella dichiarazione IRAP 2021 con le consuete modalità.

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