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Giovedì, 26 novembre 2020 - Aggiornato alle 6.00

LAVORO & PREVIDENZA

Esonero contributivo per novembre 2020 in favore delle filiere agricole

Prevista inoltre la sospensione dei contributi per le aziende interessate dagli interventi restrittivi e la proroga del REM

/ Daniele SILVESTRO

Giovedì, 29 ottobre 2020

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Tra le diverse novità in materia di lavoro, il DL “Ristori” interviene anche con misure di assistenza e sostegno nei confronti di imprese e lavoratori, nonché per i nuclei familiari che versano in particolari condizioni di bisogno a causa dell’emergenza sanitaria dovuta alla diffusione del virus COVID-19.

In particolare, oltre alle novità sulla cassa integrazione (si veda “Ulteriori sei settimane di CIG COVID-19 con possibile contributo addizionale” del 28 ottobre 2020), il decreto in argomento – non ancora pubblicato in Gazzetta Ufficiale – prevede la sospensione dal versamento dei contributi per le aziende dei settori economici interessati dalle misure restrittive, un nuovo esonero contributivo in favore delle filiere agricole, della pesca e dell’acquacoltura e la proroga del reddito di emergenza.

Con riguardo al primo punto, come confermato dal Ministero del Lavoro con un comunicato, il DL “Ristori” stabilisce la sospensione dei versamenti contributivi relativi ai lavoratori per il mese di novembre, in favore delle aziende interessate dalle misure restrittive adottate dal Governo.

In merito alle ulteriori agevolazioni, si segnala l’introduzione di un nuovo esonero contributivo in favore delle aziende appartenenti alle filiere agricole, della pesca e dell’acquacoltura (comprese le aziende produttrici di vino e birra), allo scopo di assicurare la tutela produttiva e occupazionale e contenere gli effetti negativi del perdurare dell’epidemia da COVID-19.

Le filiere sopra indicate risultano essere infatti tra i soggetti particolarmente danneggiati dalle misure restrittive messe in atto dal Governo per limitare la diffusione del virus COVID-19, tenuto conto della quota significativa di prodotto agroalimentare nazionale, inclusi vini e bevande, che viene assorbita da ristoranti e pizzerie.
Nello specifico, per i suddetti soggetti viene previsto l’esonero dal versamento dei contributi previdenziali e assistenziali, con esclusione dei premi e contributi dovuti all’INAIL, per la quota a carico dei datori di lavoro per la mensilità relativa a novembre 2020. L’agevolazione è comunque ammessa nei limiti della contribuzione dovuta, al netto di altre agevolazioni o riduzioni delle aliquote di finanziamento della previdenza obbligatoria, previsti dalla normativa vigente e spettanti nel periodo di riferimento dell’esonero.

Quest’ultimo è riconosciuto sui versamenti riguardanti il periodo retributivo del mese di novembre 2020, il cui termine di versamento dei contributi previdenziali e assistenziali dovuti all’INPS risulta essere il 16 dicembre 2020.
Rispetto, invece, ai datori di lavoro per i quali la contribuzione dovuta per il periodo retributivo del mese di novembre 2020, ricadente nel quarto trimestre 2020, è determinata sulla base della dichiarazione della manodopera agricola occupata nel predetto mese di novembre, da trasmettere entro il mese di dicembre 2020, l’esonero viene riconosciuto sui versamenti in scadenza al 16 giugno 2021.

Lo stesso esonero è fruibile, con riferimento alla contribuzione dovuta per il mese di novembre 2020, anche in relazione ai lavoratori agricoli autonomi, ovverosia gli imprenditori agricoli professionali, i coltivatori diretti, i mezzadri e i coloni. Per tali soggetti l’esonero viene riconosciuto sul versamento della rata in scadenza il 16 novembre 2020, nella misura pari ad un dodicesimo della contribuzione dovuta per l’anno 2020, con esclusione dei premi e contributi dovuti all’INAIL.

In entrambi i casi, resta confermata l’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche.
Sempre in materia di agevolazioni contributive, si vuole sottolineare la riproposizione dell’esonero alternativo alla fruizione della cassa integrazione. Infatti, il DL “Ristori” prevede per i datori di lavoro privati, ad eccezione di quello agricolo, che non richiedono i trattamenti di integrazione salariale con causale emergenziale COVID-19, la possibilità di fruire dell’esonero dal versamento dei contributi previdenziali a loro carico (di cui all’art. 3 del DL 104/2020) per un ulteriore periodo massimo di 4 settimane, fruibili entro il 31 gennaio 2021, nei limiti delle ore di integrazione salariale già fruite nel mese di giugno 2020, con esclusione dei premi e contributi dovuti all’INAIL, riparametrato e applicato su base mensile.

Confermata, infine, la proroga del reddito di emergenza (REM) del valore mensile fino a 800 euro.

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