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Sabato, 10 aprile 2021 - Aggiornato alle 6.00

LAVORO & PREVIDENZA

Profili pensionistici post Brexit più definiti

La copertura previdenziale dell’accordo sulla legislazione previdenziale applicabile con il Regno Unito non copre le prestazioni familiari

/ Marcello ASCENZI

Giovedì, 8 aprile 2021

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L’INPS con la circolare n. 53/2021 ha fornito istruzioni operative in materia di prestazioni pensionistiche nei rapporti con il Regno Unito a seguito della Brexit. Il recesso del Regno Unito dall’Unione europea rende inapplicabile la normativa sul coordinamento delle legislazioni previdenziali contenuta nei regolamenti 883/2004 e 987/2009; tuttavia le parti hanno negoziato un primo accordo di recesso, che ha prorogato per il periodo transitorio l’applicazione della normativa comunitaria, e un secondo accordo che disciplina i rapporti tra l’Unione europea e il Regno Unito al termine del periodo transitorio.

La richiamata circolare fornisce istruzioni di coordinamento relativamente alla normativa previdenziale applicabile in virtù dei due accordi a partire dall’Accordo di recesso (Withdrawal Agreement - WA) del 24 gennaio 2020, che ha previsto un periodo transitorio, terminato il 31 dicembre 2020, durante il quale sono rimaste in vigore le norme comunitarie sul coordinamento delle legislazioni previdenziali che continuano, anche dopo il termine del periodo transitorio, a tutelare i cittadini che erano regolarmente soggiornanti nei territori delle due parti contraenti entro il 31 dicembre 2020.

Il secondo Accordo sugli scambi commerciali e la cooperazione (Trade and Cooperation Agreement - TCA) del 24 dicembre 2020, comprensivo del Protocollo sul coordinamento della sicurezza sociale (Protocol on social security coordination - PSSC) e delle relative disposizioni di applicazione disciplinate nell’Allegato SSC-7, rappresenta la base giuridica per regolare i rapporti tra le parti in relazione alle fattispecie che non rientrano nel campo di applicazione del WA. In attesa che il TCA venga esaminato dal Parlamento europeo e dal Consiglio, prima che possa essere ratificato dall’Unione europea, le parti hanno convenuto per la sua applicazione provvisoria fino al 30 aprile 2021.

Dopo la ricostruzione del quadro normativo, l’INPS conferma che il TCA contiene norme ispirate agli accordi europei precedentemente in vigore e, pertanto, in merito alla totalizzazione dei periodi continuano a trovare applicazione le disposizioni fornite dall’Istituto in materia di totalizzazione previdenziale internazionale per l’accertamento del diritto e il calcolo delle prestazioni, sia per il periodo precedente il 31 dicembre 2020, sia per il periodo successivo a tale data.

Restano confermate, in particolare, le disposizioni fornite dall’INPS con le circolari n. 82/2010, § 9, e n. 88/2010 in materia di accertamento del diritto e calcolo delle prestazioni, così come le procedure operative che potranno fruire, fino a nuove disposizioni, dello scambio di informazioni automatizzato tra le autorità previdenziali (EESSI - Electronic Exchange of Social Security Information). L’Istituto conferma che sono totalizzabili i periodi assicurativi maturati nel Regno Unito sia prima che dopo il 31 dicembre 2020, anche per il perfezionamento del requisito contributivo necessario per accedere ad alcuni benefici previsti dalla normativa italiana, come, per esempio, il requisito utile alla prosecuzione volontaria della contribuzione.

Per quanto riguarda l’ambito soggettivo, il PSSC si presenta più ampio del WA, essendo destinato non solo ai cittadini comunitari o britannici ma a tutte le persone, compresi gli apolidi e i rifugiati, che sono o sono state soggette alla legislazione di uno o più Stati, nonché ai loro familiari e superstiti.

L’istituto, inoltre, ha confermato che l’ambito oggettivo di applicazione materiale del PSSC coincide con il campo di applicazione dei regolamenti europei, con la rilevante eccezione per le prestazioni familiari. La mancata copertura di tali prestazioni rende il PSSC un accordo parziale e, conseguentemente, comporta la necessità di versare la contribuzione relativa a tale prestazione all’INPS per il personale che lavora in Italia pur mantenendo la contribuzione previdenziale nel Regno Unito ai sensi del PSSC, come nel caso dei dipendenti temporaneamente distaccati dal Regno Unito che mantengono la copertura previdenziale nel loro Paese di origine. In relazione alla gestione del personale in distacco da e verso il Regno Unito, l’Istituto non fornisce alcun chiarimento sugli aspetti operativi e si attendono conferme in tal senso.

Infine il PSSC, differentemente da quanto previsto nel WA e in generale nella normativa comunitaria, consente sia la maggiorazione sociale sia l’integrazione del trattamento minimo ai soggetti residenti nel Regno Unito titolari di pensione italiana, contrariamente, gli stessi soggetti titolari di pensione italiana residenti nel Regno Unito prima del 1° gennaio 2021, non possono godere dell’integrazione al trattamento minimo e della maggiorazione sociale, essendo le prestazioni speciali a carattere non contributivo escluse dal campo di applicazione dei regolamenti comunitari sul coordinamento delle legislazioni previdenziali e, di conseguenza, esclusi dal campo di applicazione del WA.

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