ACCEDI
Martedì, 28 maggio 2024 - Aggiornato alle 6.00

EDITORIALE

500 Commercialisti posson bastare

/ Giancarlo ALLIONE

Lunedì, 10 ottobre 2022

x
STAMPA

download PDF download PDF

Mentre attendiamo con fiducioso giubilo collettivo l’abolizione della maggior parte delle imposte e i pensionamenti anticipati, rimane un po’ di rammarico per la pizza di cittadinanza.
Un progetto che mi aveva affascinato fin dall’inizio e che, visto l’esito delle elezioni, verrà con ogni probabilità abbandonato o quantomeno circoscritto ai soli cittadini meritevoli.

Tante volte nella vita mi è capitato di aver voglia di pizza. Raramente ho faticato a trovarla, ma ho sempre dovuto pagarla, talvolta nemmeno poco. Trovo assurdo che in Italia, la patria di quest’eccellenza che tutto il mondo ci invidia, i cittadini debbano pagare per averla.

Forse accetteremo la perdita della pizza di cittadinanza, ma sicuramente scenderemo in piazza per manifestare a muso duro contro razionamenti e caro riscaldamento (abbiamo sempre avuto il riscaldamento a poco prezzo, i diritti acquisiti non si toccano! Ci pensi l’Europa!), con la certezza, finita la manifestazione, di aver preso un po’ di freddo in più e avere sempre le bollette da pagare.
Quindi, in attesa che Putin ci faccia fare la svolta green (quella vera, quella dei nostri nonni: freddo d’inverno, caldo d’estate, spostamenti per lo più a piedi o in bicicletta e, soprattutto, telefonini spenti), che fare?

La crisi energetica che si è presentata subito a ruota, ironia della sorte, di quella determinata dal COVID, ci ha di nuovo ferocemente posto dinnanzi alle conseguenze che possono derivare dalla dipendenza da terzi, quando questa non presenta alternative.
Come è fin troppo facile osservare, finché c’è interesse e sei in grado di pagare, tutti ti danno tutto. Poi se l’interesse viene meno, o non sei in grado di pagare, più nessuno ti dà niente.

Ecco quindi che, come un disco rotto, ancora una volta non posso che ripetere che è fondamentale cercare di migliorare il “tasso di indipendenza” se non dell’Italia, almeno dell’Unione europea. Questo vale per le forniture strategiche come per la ricerca scientifica.
Anche quest’anno allora vi propongo di dedicare qualche minuto per leggere l’interessante lettera di Anna Guatri, di Fondazione Veronesi. Interessante dal punto di vista scientifico e umano, ma anche per i suoi possibili effetti “collaterali”. Ancora una volta abbiamo la possibilità di sostenere un progetto di ricerca di altissimo livello in Italia, portato avanti da una ricercatrice italiana.
Non possiamo lasciare il progetto a metà, utilizzate il link EutekneperVeronesi per una donazione, anche minima. Diamo a Marsha Pellegrino le risorse per completare il suo lavoro e dare ai piccoli pazienti una speranza in più. È un piccolo passo, ma è nella direzione giusta.

Gentili professionisti, sono Anna Guatri di Fondazione Umberto Veronesi.
Grazie a Eutekne ci avete aiutato a sostenere la ricerca scientifica che, come ha sempre detto il Professor Umberto Veronesi, è una risorsa insostituibile perché “senza ricerca non c’è futuro”.
I tanti mesi di pandemia hanno reso evidente come la ricerca abbia aiutato il mondo ad avere una speranza contro il Coronavirus, ha consentito la messa a punto dei vaccini in tempi rapidi, di protocolli di cura più efficaci e molto altro ancora.
È successo così perché tanti ricercatori in tanti Paesi del mondo, accedendo a ingenti risorse, hanno potuto lavorare per il bene di tutti.
Purtroppo, sappiamo che le altre malattie, anche quelle più temibili come il tumore, hanno continuato a colpire, inesorabilmente.
Noi di Fondazione Umberto Veronesi non ce ne siamo mai dimenticati, e lo stesso avete fatto voi, aiutandoci con la raccolta fondi che è stata lanciata recentemente sul nostro sito insieme a Eutekne a favore della ricerca per la lotta ai tumori infantili.
A chi, a pochi anni, si trova già a difendere con tutte le sue forze quella breve vita.
Al suo fianco, oltre a genitori increduli, ci sono medici fortissimi e ricercatori preparatissimi che lottano contro il tempo per raggiungere i risultati che potranno salvare i piccoli pazienti.
Gaia, una giovane paziente guarita dalla Leucemia Linfoblastica Acuta, oggi si è lasciata la malattia alle spalle ed è il simbolo di una storia che può ripetersi per moltissimi altri bambini che combattono contro la malattia.
Per questo abbiamo bisogno di tutti voi per sostenere la ricerca, per questo vi chiedo oggi una piccola donazione sul link EutekneperVeronesi. Insieme potremo aiutare un’altra “grande donna”, la nostra ricercatrice Marsha Pellegrino.
Quando si parla di salute, oltre a ospedali e medici, ci sono loro, i ricercatori. Ho letto nei loro occhi un’energia, una passione che mi ha molto rassicurato. Ho visto nuove tecnologie, un futuro fatto di terapie innovative, protocolli più efficaci, strumenti e soluzioni per fare prima e meglio la diagnosi.
Vi ringrazio ancora di cuore per quello che vorrete fare insieme a noi. Anche una piccola donazione può fare del bene e permettere a Marsha di completare il suo lavoro, sicuramente.
Grazie!


Anna Guatri
Responsabile CSR
Fondazione Umberto Veronesi

TORNA SU