Sulle regole antiriciclaggio del CNDCEC legalità sì, ma ancora troppa burocrazia
Spettabile Redazione,
quasi quotidianamente, come Presidenti, siamo sollecitati dagli Iscritti a farci portatori con il CNDCEC e le Istituzioni di una esigenza di semplificazione degli adempimenti in tema di antiriciclaggio, poiché da essi derivano oneri significativi nella gestione operativa degli Studi.
È evidente che non viene in alcun modo messa in discussione l’importanza di effettuare decise azioni di contrasto a questi fenomeni, perseguendo la cultura della legalità e la tutela del bene comune, poiché questi principi sono parte integrante della nostra identità professionale.
Ma è altrettanto chiaro che il rispetto delle regole debba andare di pari passo con la sostenibilità delle procedure e, purtroppo, a nostro avviso, le recenti Regole Tecniche del CNDCEC, pur corrette sul piano formale, non hanno raggiunto questo obiettivo di vera e concreta semplificazione che la categoria attendeva.
Ancora oggi, infatti, siamo in presenza di procedure e prassi che non dipendono dalla norma primaria, ma dall’impostazione scelta dal CNDCEC di codificare in modo specifico azioni che così, se non attuate, possono dare origine a sanzioni.
Non è, di certo, messa in discussione la competenza di coloro ai quali è stato affidato il riesame delle Regole in essere, ma l’evidente carenza di un indirizzo strategico preciso che non ha permesso, anche, forse, per i ristretti tempi concessi alla Commissione, di procedere a una revisione critica di tutto l’impianto così come era stato impostato nel 2019, ma ha di fatto solo consentito di introdurre dei semplici correttivi.
E c’è di più: non solo il Consiglio nazionale non ha saputo intercettare questo bisogno della Categoria e agire di conseguenza, ma dalle parole della Consigliera nazionale Gabriella Viggiano, nella lettera a Voi indirizzata (si veda “Regole antiriciclaggio del CNDCEC presidio di legalità a tutela della professione”), si avverte una certa soddisfazione sul risultato che stride con le preoccupazioni dei Colleghi, mostrando, così, la stessa distanza che c’è tra chi disegna una mappa “a tavolino” e chi, invece, il percorso lo deve, poi, percorrere ogni giorno: uno scollamento che rischia di creare serie difficoltà a chi è in cammino.
La “Rassegna del Commercialista” dell’ODCEC di Milano, citata dalla Consigliera, è bene ricordarlo, non nasce per “elogiare” o “criticare in modo aprioristico” l’operato del CNDCEC, ma come spunto di riflessione per affrontare in modo serio ed articolato i temi di attualità quale è l’antiriciclaggio.
E infatti, accanto a contributi e spunti critici, sono apparsi anche commenti positivi: segno che ognuno è libero di esprimersi e rilevare i punti di forza e di debolezza del documento, con un pluralismo che porta a una concreta possibilità di analisi per il lettore.
Per parte nostra, le linee di intervento possibili sono chiare: l’attuale impostazione ha condotto, di fatto, a situazioni ingestibili per molti Studi e di questo si deve prendere atto, effettuando una analisi di tutti gli obblighi formali (verificandone l’effettiva utilità), riducendo gli adempimenti ripetitivi e rivedendo con gli interlocutori istituzionali le eventuali interpretazioni eccessivamente restrittive.
Tutte azioni che possono essere intraprese garantendo, come richiesto dalla norma e voluto da tutti, il massimo presidio di legalità senza trasformarlo in un inutile fardello burocratico.
Marcella Caradonna
Presidente ODCEC Milano
Roberto Tiezzi
Presidente ODCEC Arezzo
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