Controlli economico-finanziari dei club di Serie A basati sul costo del lavoro allargato
Si tratta di un indicatore determinato come rapporto tra costo del lavoro allargato e ricavi; il livello-soglia è stabilito dal Consiglio federale
A partire dalla stagione sportiva 2025-2026 cambia in modo significativo l’impianto dei controlli economico-finanziari applicati ai club di calcio della Serie A. La FIGC ha infatti superato, per la massima divisione, i tradizionali indicatori di liquidità e di indebitamento – che restano invece in vigore per Serie B e Serie C – introducendo un sistema fondato su due pilastri: l’indicatore di costo del lavoro allargato (CLA) e la nuova regola del pareggio di bilancio.
L’obiettivo dichiarato è rafforzare il presidio sulla sostenibilità economica dei club, spostando l’attenzione dalla struttura finanziaria di breve periodo alla capacità di generare ricavi coerenti con i costi strutturali, in particolare quelli legati al personale sportivo.
L’indicatore di costo del lavoro allargato (CLA) è determinato come rapporto tra costo del lavoro allargato e ricavi. Il livello-soglia è stabilito dal Consiglio federale. A partire dal calciomercato invernale 2025-2026 tale soglia è fissata a 0,8, destinata a ridursi ulteriormente a 0,7 dalla stagione 2026-2027.
Nel numeratore confluiscono:
- i costi per il personale riferiti ai calciatori professionisti e all’allenatore della prima squadra (inclusi eventuali ex allenatori ancora a libro paga);
- gli ammortamenti e le svalutazioni dei diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori;
- i costi per agenti sportivi, se non già capitalizzati nei diritti pluriennali.
Le modifiche regolamentari approvate nel dicembre 2025 hanno introdotto, con efficacia dalla stagione 2026-2027, specifiche esclusioni dal perimetro del numeratore – in particolare per i calciatori professionisti Under 23 eleggibili per le Nazionali italiane – e criteri puntuali per il trattamento degli ammortamenti, che non trovano applicazione nel mercato invernale in corso ma incidono sulla pianificazione delle stagioni successive.
Il denominatore è rappresentato dai ricavi, che includono non solo le componenti operative classiche (vendite, sponsorizzazioni, diritti audiovisivi, proventi commerciali), ma anche i ricavi da operazioni di mercato: plusvalenze, cessioni temporanee e altri proventi da trasferimento dei calciatori, al netto dei relativi costi.
La metodologia di calcolo è particolare. I ricavi ordinari sono determinati su base infrannuale (31 marzo e 30 settembre), raccordando i dati contabili con quelli dell’ultimo bilancio approvato. I ricavi da trasferimento dei calciatori, invece, sono assunti come valore medio degli ultimi 36 mesi, con una logica di smoothing volta a sterilizzare la volatilità tipica del calciomercato.
In assenza di uno storico completo, il regolamento consente il ricorso a medie su 24 o 12 mesi.
Il prospetto di calcolo deve essere sottoscritto non solo dal legale rappresentante, ma anche dall’organo di controllo, che è chiamato ad attestare la veridicità e la coerenza dei dati contabili utilizzati.
Il mancato rispetto della soglia del CLA comporta conseguenze immediate sul piano sportivo. In prima battuta, la Co.Vi.So.C. può disporre il blocco del tesseramento dei calciatori, salvo che la Lega Serie A verifichi la copertura integrale dei nuovi impegni attraverso cessioni, trasferimenti, rinunce agli emolumenti o risoluzioni contrattuali intervenute nella sessione di mercato di riferimento.
Se, al deposito successivo, l’indicatore resta sopra soglia e peggiora ulteriormente, il divieto di tesseramento si estende anche alla sessione successiva. Le sanzioni possono tuttavia essere revocate qualora l’eccedenza di costo venga coperta mediante interventi patrimoniali: aumenti di capitale in denaro, versamenti in conto futuro aumento di capitale o copertura perdite, nonché finanziamenti soci postergati e infruttiferi.
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