Verso l’ampliamento del catalogo dei reati ambientali 231
Si va verso l’ampliamento del catalogo dei reati ambientali rilevanti ai fini della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche. Ieri infatti il Consiglio dei Ministri ha approvato, in via preliminare, lo schema di DLgs. recante l’attuazione della direttiva (Ue) 2024/1203 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell’11 aprile 2024, sulla tutela penale dell’ambiente, che sostituisce le direttive 2008/99/Ce e 2009/123/Ce.
L’intervento normativo, si legge nel comunicato stampa del Governo, è volto a rafforzare la prevenzione e il contrasto dei reati ambientali, tenendo conto dell’accresciuta rilevanza dei fenomeni di degrado ambientale, della perdita di biodiversità e degli effetti dei cambiamenti climatici, nonché della dimensione transfrontaliera della criminalità ambientale.
Il DLgs. modificherà il codice penale, aggiornando e integrando la disciplina degli eco-delitti, con particolare riferimento alle fattispecie di inquinamento ambientale e alle nuove ipotesi di commercio di prodotti inquinanti, produzione e commercio di sostanze ozono-lesive e di gas a effetto serra. Inoltre, si rafforzano le circostanze aggravanti, si precisa la nozione di condotta abusiva e si adegua il trattamento sanzionatorio, in coerenza con le indicazioni della direttiva europea.
Il provvedimento amplia, come detto, il catalogo dei reati ambientali rilevanti ai fini della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica e adegua la disciplina delle sanzioni, nel rispetto dei principi di proporzionalità ed effettività.
Entro il 21 maggio 2027, il Parlamento dovrà elaborare e pubblicare la Strategia nazionale di contrasto ai crimini ambientali. Tale documento programmatico, aggiornato ogni tre anni, definirà gli obiettivi prioritari della politica nazionale, valuterà le risorse necessarie e promuoverà misure per innalzare la consapevolezza pubblica sulla tutela ambientale.
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