Minimale di retribuzione giornaliera per il 2026 per i dipendenti di 58,13 euro
Il limite minimo di retribuzione giornaliera per le retribuzioni convenzionali in genere è pari, per l’anno 2026, a 32,30 euro
Con la circolare n. 6 di ieri l’INPS ha comunicato, relativamente a quest’anno, i valori del minimale di retribuzione giornaliera, del massimale annuo della base contributiva e pensionabile, del limite per l’accredito dei contributi obbligatori e figurativi, nonché gli altri valori per il calcolo delle contribuzioni dovute in materia di previdenza e assistenza sociale per la generalità dei lavoratori dipendenti iscritti alle gestioni private e pubbliche.
Quanto al minimale di retribuzione per la generalità dei lavoratori dipendenti, considerato che, nell’anno 2025, la variazione percentuale ai fini della perequazione automatica delle pensioni, calcolata dall’ISTAT, è stata pari al +1,4%, tale minimale è pari a 58,13 euro (9,5% dell’importo del trattamento minimo mensile di pensione a carico del FPLD in vigore al 1° gennaio 2026, pari a 611,85 euro mensili).
L’indicato limite minimo di retribuzione giornaliera vale anche per il personale iscritto al Fondo Volo.
Per le retribuzioni convenzionali in genere, il limite minimo di retribuzione giornaliera è pari, per l’anno 2026, a 32,30 euro.
Tale valore vale anche per gli equipaggi delle navi da pesca ex L. 413/84, per i quali il limite minimo di retribuzione giornaliera al quale fare riferimento ai fini contributivi è quello di cui all’art. 1 comma 3 del DL 402/81. Per i soci delle cooperative della piccola pesca (di cui alla L. 250/58), il cui imponibile contributivo è il salario convenzionale mensile calcolato sulla base di 25 giornate fisse al mese, per l’anno 2026, detta retribuzione convenzionale è fissata in 808 euro mensili (32,30 euro x 25 giorni).
Anche per i lavoratori a domicilio, il limite minimo di retribuzione giornaliera è pari a 32,30 euro, limite che deve essere, comunque, ragguagliato a 58,13 euro; mentre per i lavoratori a tempo parziale, per determinare la retribuzione minima oraria applicabile, occorre moltiplicare l’importo di 58,13 euro per il numero di giorni alla settimana, dividendo poi per le ore settimanali.
Pertanto, in linea generale, in caso di 40 ore settimanali (ipotesi che ricorre, di norma, per i lavoratori iscritti alle gestioni private), su 6 giorni, l’Istituto precisa che la retribuzione minima oraria sarà pari a 8,72 euro (58,13 euro x 6/40). In caso di orario lavorativo di 36 ore settimanali (ipotesi che ricorre, di norma, per i lavoratori iscritti alla gestione pubblica), articolate su 5 giorni, la retribuzione minima oraria sarà quindi pari a 8,07 euro (58,13 euro x 5/36).
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