L’ex Presidente nazionale Tamborrino a sostegno di de Nuccio
Dopo i diversi Ordini che, in vista delle elezioni nazionali del prossimo 15 aprile, si sono detti a favore della lista guidata da Elbano de Nuccio, ieri è arrivato anche l’endorsement di Antonio Tamborrino. L’ex Presidente dei dottori commercialisti, alla guida del CNDC dal 2002 al 2007 (ultimo mandato pre-unificazione) ha scritto una lettera aperta ai colleghi, spiegando che, nel mandato che sta per concludersi, “la categoria ha recuperato centralità istituzionale e credibilità nei tavoli ministeriali”.
I commercialisti, ha aggiunto, sono tornati ad essere “interlocutori ascoltati e riconosciuti” e, a riprova di ciò, cita la modifica all’art. 2407 c.c. che, su spinta del Consiglio nazionale, ha portato alla limitazione della responsabilità dei sindaci, parametrandola al compenso percepito.
Allo stesso tempo, Tamborrino, che il prossimo 23 settembre compirà 87 anni, esprime riserve sulla candidatura di Claudio Siciliotti, che prima di diventare Presidente del CNDCEC nel mandato 2008-2012, fu Vicepresidente del CNDC proprio durante la presidenza di Tamborrino.
“La candidatura di Siciliotti – spiega nella missiva – costituisce un ritorno a un’impostazione che in passato, sotto la sua presidenza, ha prodotto divisioni e tensioni, e che non sempre ha potuto garantire la piena tutela degli interessi della categoria”. A sostegno di questa tesi, Tamborrino ricorda “la perdita della gestione del registro dei revisori legali”, “l’abolizione delle tariffe professionali” e il commissariamento del 2012 con cui si chiuse quel mandato.
L’ex Presidente dei dottori commercialisti spiega che oggi “c’è bisogno di una guida autorevole, che sappia dialogare con le istituzioni con competenza tecnica, fermezza e senso di equilibrio” e “non di nostalgie di modelli che hanno già mostrato evidenti limiti”, aggiungendo che nella sua valutazione “non c’è nulla di personale”.
A questo proposito, c’è da dire che i rapporti con il suo ex Vicepresidente sono incrinati da tempo. Tamborrino non risparmiò critiche (si veda “Tamborrino: “Questo Consiglio non salvaguarda la nostra categoria”” del 28 gennaio 2011) al Consiglio nazionale guidato da Siciliotti, fino al punto di chiedere, e ottenere, la cancellazione dall’albo nel 2010, salvo poi re-iscriversi al termine di quel mandato.
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