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Sabato, 28 febbraio 2026 - Aggiornato alle 6.00

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In materia di superbonus 110%, per le Sezioni Unite il credito d’imposta fittizio integra truffa aggravata

/ REDAZIONE

Sabato, 28 febbraio 2026

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La Cassazione ha reso noto ieri sul proprio sito che le Sezioni Unite si sono pronunciate in materia di responsabilità penale correlata al c.d. “superbonus 110%”, di cui al DL 34/2020. Sebbene ancora in attesa delle motivazioni, il supremo consesso ritiene che la costituzione di un credito di imposta fittizio, mediante la presentazione di fatture per operazioni in tutto o in parte inesistenti e con opzione, in luogo dell’utilizzo diretto della detrazione, per un contributo sotto forma di sconto anticipato dai fornitori ovvero per la cessione di un credito d’imposta di importo pari alla detrazione, sia condotta che integra il reato di truffa aggravata ai sensi degli artt. 640 e 640-bis c.p.

Viene così superato l’orientamento della giurisprudenza che ipotizzava la commissione del delitto di indebita percezione di erogazioni pubbliche ai sensi dell’art. 316-ter c.p.
Si tratta peraltro di reato consumato e non meramente tentato.

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