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Mercoledì, 3 giugno 2026 - Aggiornato alle 6.00

OPINIONI

Nella crisi d’impresa, necessari tempi certi nei rapporti tra aziende e Fisco

L’interpretazione delle norme deve essere coerente con la filosofia della riforma, fondata su prevenzione della crisi e ricerca di soluzioni sostenibili

/ Matteo DE LISE

Mercoledì, 3 giugno 2026

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Pubblichiamo l’intervento di Matteo De Lise, Presidente dell’ODCEC di Napoli.

La bozza di circolare dell’Agenzia delle Entrate sugli istituti del Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza rappresenta un passaggio importante nel rapporto tra disciplina tributaria e strumenti di risanamento aziendale. L’obiettivo di garantire uniformità interpretativa è condivisibile, soprattutto in una materia che coinvolge tutela del credito erariale e continuità dell’impresa.

Proprio per questo, secondo l’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli, l’interpretazione delle norme deve essere coerente con la filosofia della riforma, fondata sulla prevenzione della crisi e sulla ricerca di soluzioni sostenibili. Attraverso la Commissione Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza, l’Ordine ha formulato una serie di osservazioni tecniche per evitare che letture troppo rigide possano depotenziare gli strumenti introdotti dal Codice.

Uno dei temi principali riguarda la necessità di tempi certi nei rapporti tra imprese e Amministrazione finanziaria. La proposta avanzata prevede un termine ordinatorio di sessanta giorni entro il quale l’Agenzia delle Entrate dovrebbe pronunciarsi sulle proposte di transazione fiscale, salvo casi particolarmente complessi. Nei percorsi di risanamento, infatti, il fattore tempo è decisivo: ritardi e incertezze possono compromettere la continuità aziendale e aggravare la crisi.

Altro punto delicato è quello dei piani di gruppo, per i quali l’Ordine suggerisce un maggiore coordinamento tra gli uffici dell’Amministrazione finanziaria attraverso l’individuazione di un ufficio “capofila”, così da evitare sovrapposizioni istruttorie e valutazioni difformi.

Molto rilevante è anche il tema del professionista indipendente. La bozza di circolare ritiene incompatibile che lo stesso professionista possa redigere sia la relazione sulla veridicità dei dati aziendali, sia quella sulla convenienza della proposta. Secondo i commercialisti napoletani, però, ciò rischia di generare costi eccessivi soprattutto per le piccole imprese, senza reali vantaggi in termini di indipendenza. L’elemento centrale dovrebbe essere l’effettiva autonomia del professionista e non la separazione formale degli incarichi.

Le osservazioni affrontano anche il ruolo dell’Amministrazione finanziaria nei percorsi di composizione negoziata. Il Codice della crisi richiama infatti principi di correttezza, buona fede e collaborazione che devono valere non solo per il debitore, ma anche per il creditore pubblico. Nella pratica, invece, posizioni eccessivamente rigide rischiano talvolta di compromettere percorsi di risanamento sostenibili, con effetti negativi persino per lo stesso interesse erariale.

Altro nodo interpretativo riguarda le misure premiali previste dall’art. 25-bis del Codice. La bozza di circolare esclude alcuni benefici nel caso di piani attestati di risanamento, ma secondo l’Ordine questa lettura contrasta con la logica incentivante della riforma, nata per favorire l’emersione tempestiva della crisi e il ricorso agli strumenti meno invasivi.

Da garantire sostenibilità finanziaria alle rateizzazioni fiscali

Infine, viene evidenziata la necessità di garantire sostenibilità finanziaria alle rateizzazioni fiscali, anche attraverso piani di lungo periodo, capaci di conciliare il recupero del credito tributario con la continuità operativa delle imprese.

La vera sfida resta quella di evitare interpretazioni formalistiche che rischino di svuotare la funzione economica del Codice della crisi. L’obiettivo della riforma è infatti favorire il salvataggio delle imprese sane, preservare occupazione e valore economico e costruire un sistema nel quale anche il creditore pubblico operi con una visione orientata al medio-lungo periodo.

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