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Primo via libera alla riforma degli ordinamenti professionali

/ REDAZIONE

Giovedì, 2 luglio 2026

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La Commissione Giustizia del Senato ha approvato, in prima lettura, il disegno di legge delega di riforma degli ordinamenti professionali (AS 1663). Il provvedimento, che mira a definire la cornice entro cui dovranno muoversi i decreti legislativi di attuazione, contiene alcune novità in materia di società tra professionisti (STP).
L’obiettivo è quello di superare l’attuale meccanismo che in molte Casse autonome genera una duplicazione del contributo integrativo a causa della doppia fatturazione, prima dalla STP verso il cliente e poi dal socio professionista alla STP, della medesima prestazione professionale.

Si tratta di previsioni accolte favorevolmente dal Presidente di Confprofessioni, Marco Natali, secondo cui l’attuale assetto normativo crea “un effetto distorsivo che penalizza i professionisti che si aggregano. La delega punta a eliminare questa anomalia, nel pieno rispetto del principio dell’unicità dell’obbligazione contributiva e della sostenibilità e dell’autonomia delle singole Casse di previdenza”.

Con il comunicato stampa diffuso ieri, Natali ha sottolineato anche l’importanza di aver recepito le istanze delle associazioni sindacali attraverso l’inserimento nel testo di una disposizione che crea una chiara distinzione tra il ruolo istituzionale degli Ordini e le prerogative proprie del sindacato. “Il Ddl. delega – continua – stabilisce che gli Ordini, in quanto enti pubblici non economici, agiscono a tutela dell’interesse pubblico e non esercitano attività sindacale”.

La medesima soddisfazione è stata espressa anche dall’Associazione nazionale commercialisti, sia per la disposizione in materia di società tra professionisti che per la distinzione dei ruoli tra Ordini e sindacati: “Finalmente – ha spiegato il Presidente Marco Cuchel – viene definito il perimetro delle competenze, riconoscendo agli organismi sindacali l’esclusività dell’esercizio dell’attività sindacale di rappresentanza degli interessi dei professionisti e della loro tutela”.

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