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Venerdì, 14 agosto 2020 - Aggiornato alle 6.00

PROFESSIONI

Ricorso al TAR contro l’esclusione dal fondo perduto

Cinque associazioni sindacali dei commercialisti scelgono la via giudiziaria: «Le nostre azioni non si fermeranno qui»

/ Savino GALLO

Sabato, 1 agosto 2020

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Sarà il TAR del Lazio a decidere se l’esclusione dei professionisti ordinistici dai contributi a fondo perduto, previsti dall’art. 25 del decreto “Rilancio” sia stato legittima o meno. Cinque associazioni sindacali dei commercialisti (ADC, AIDC, ANC, UNGDCEC, UNAGRACO) hanno, infatti, deciso di impugnare il provvedimento dinanzi al tribunale amministrativo, invocando l’illegittimità costituzionale di quella che, a tutti gli effetti, hanno vissuto come una discriminazione.

Si tratta di “un atto doveroso – si legge nella nota stampa diffusa ieri – a tutela dei commercialisti e di tutte le professioni ordinistiche arbitrariamente estromesse dagli aiuti che lo Stato ha erogato a sostegno dell’economia nazionale, contribuendo ad una inutile tensione nel rapporto tra Governo ed una parte importante del Paese: i liberi professionisti”.

Una tensione che, nel caso dei commercialisti, non è dovuta solo all’esclusione dai contributi a fondo perduto. “Di fronte al costante diniego – continua la nota – nel riconoscerci il ruolo, che pure ci è costantemente imposto, di fulcro nel rapporto tra Stato e contribuenti, e vista l’indifferenza manifestata nei riguardi delle numerose richieste di carattere istituzionale, non ci rimane che il ricorso alle vie giudiziarie, per vedere riconosciuto un diritto elementare di cittadini”.

A esacerbare il rapporto anche il mancato accoglimento della richiesta di proroga al 30 settembre dei versamenti scaduti il 20 luglio. In generale, spiega Maria Pia Nucera, Presidente dell’ADC, c’è una costante sensazione di “discriminazione e di impossibilità di colloquiare con le istituzioni”.

Per questo, si è deciso di procedere anche con lo sciopero (che si terrà il 16 settembre), altra iniziativa di protesta a cui potrebbero seguirne altre: “Eccezion fatta – continua Nucera – per il Viceministro Misiani, che ci ha ricevuto nei giorni scorsi, abbiamo trovato un muro di gomma. Il ricorso al TAR è un’azione politica, ma le azioni non si fermeranno qui”.

La conferma arriva anche da Giuseppe Diretto, Presidente dell’UNAGRACO, che parla di “iniziative necessarie” per tutelare i colleghi: “Siamo sempre stati disponibili – spiega – ad accogliere tutte le richieste di MEF e Agenzia. Ma nonostante le nostre aperture non abbiamo ottenuto niente. Oggi più che mai, la categoria è unita a supporto delle azioni di protesta che metteremo in campo”.

Il Consiglio nazionale di categoria, oltre ad aver apertamente supportato la decisione di indire un’astensione collettiva per metà settembre, ha “concretamente sostenuto” anche l’azione giudiziaria contro l’esclusione dei professionisti dal fondo perduto. Un’iniziativa che le associazioni sindacali hanno voluto studiare bene anche dal punto di vista tecnico, assieme allo studio legale Clarizia (che ha predisposto il ricorso), per capire quale margini di accoglimento ci fossero. Ma a prescindere dall’esito, l’azione giudiziaria, così come lo sciopero, vuole essere soprattutto un segnale: i commercialisti non sono più disposti ad accettare passivamente discriminazioni e indifferenza da parte della politica.

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