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Sabato, 26 settembre 2020 - Aggiornato alle 6.00

IMPRESA

Procedure riviste anche per cooperative, start up e PMI innovative

Precisate le relazioni tra cancelleria del Tribunale e ufficio del Registro delle imprese

/ Maurizio MEOLI

Mercoledì, 16 settembre 2020

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In sede di conversione in legge (la L. 120/2020) del DL 76/2020 (c.d. DL “Semplificazioni”) si è provveduto anche ad apportare modifiche agli artt. 2492 e 2495 c.c.
Ai sensi dell’art. 2492 c.c., compiuta la liquidazione, i liquidatori devono redigere il bilancio finale, indicando la parte spettante a ciascun socio o azione nella divisione dell’attivo.
Il bilancio, sottoscritto dai liquidatori e accompagnato dalla relazione dei sindaci e del soggetto incaricato di effettuare la revisione legale dei conti, è depositato presso l’ufficio del Registro delle imprese.
Nei novanta giorni successivi all’iscrizione dell’avvenuto deposito, ogni socio può proporre reclamo davanti al Tribunale in contraddittorio dei liquidatori.
I reclami devono essere riuniti e decisi in unico giudizio, nel quale tutti i soci possono intervenire. La trattazione della causa ha inizio quando sia decorso il termine suddetto. La sentenza fa stato anche riguardo ai non intervenuti.

Si precisa ora (art. 40 comma 12-ter lett. a) del DL 76/2020 convertito) che, entro i cinque giorni successivi alla presentazione dell’eventuale reclamo dei soci, il cancelliere comunica la notizia in via telematica, ai fini dell’annotazione, al competente ufficio del Registro delle imprese.
Un estratto della sentenza definitiva che decide sul reclamo, inoltre, è trasmesso, entro cinque giorni, dal cancelliere al competente ufficio del Registro delle imprese per la relativa annotazione.

Quanto all’art. 2495 c.c., inoltre, si ricorda, in primo luogo, come il suo primo comma disponga che, “approvato il bilancio finale di liquidazione, i liquidatori devono chiedere la cancellazione della società dal registro delle imprese”.
L’art. 40 comma 12-ter lett. b) del DL 76/2020 convertito, pur lasciando inalterato l’obbligo dei liquidatori, una volta approvato il bilancio finale di liquidazione, di chiedere la cancellazione della società dal Registro delle imprese, fa salvo quanto disposto dal secondo comma di nuova introduzione, ai sensi del quale, decorsi cinque giorni dalla scadenza del termine per la presentazione del reclamo da parte dei soci, il conservatore del Registro delle imprese iscrive comunque la cancellazione della società qualora non riceva notizia della presentazione di reclami da parte del cancelliere.

Procedure semplificate sono previste anche per la cancellazione delle società cooperative dal relativo Albo con l’inserimento di un nuovo comma 2 dell’art. 223-septiesdecies delle disposizioni transitorie e di attuazione del codice civile. Ai fini dello scioglimento e della cancellazione delle cooperative senza nomina del liquidatore, infatti, viene previsto che Unioncamere invii all’autorità di vigilanza, alla chiusura di ogni semestre solare, l’elenco degli enti cooperativi, anche in liquidazione ordinaria, che non abbiano depositato i bilanci di esercizio da oltre cinque anni.
L’autorità di vigilanza verifica l’assenza di valori patrimoniali immobiliari mediante indagine massiva nei pubblici registri, in attuazione delle convenzioni che dovranno essere stipulate con le competenti autorità detentrici dei registri in oggetto (art. 40 comma 11 del DL 76/2020 convertito).

Con riguardo alla procedura di liquidazione coatta amministrativa degli enti cooperativi, poi, si interviene sulla previsione (art. 5 della L. 400/1975) secondo la quale, nelle vendite dei beni, avvenuto il versamento del prezzo da parte dell’acquirente e la stipula dell’atto di vendita, l’autorità di vigilanza – su richiesta del commissario liquidatore vistata dal comitato di sorveglianza, se nominato – ordina con decreto che si cancellino le trascrizioni dei pignoramenti e le iscrizioni ipotecarie nonché le trascrizioni dei sequestri e delle domande giudiziali, esonerando i Conservatori dei pubblici registri da ogni responsabilità. Si precisa, in particolare, che l’autorità di vigilanza trasmette il decreto di cancellazione di cui sopra all’indirizzo PEC della conservatoria competente per territorio che provvede, senza indugio, alla cancellazione dei gravami, delle trascrizioni e delle domande indicate nel decreto (art. 40 comma 12 del DL 76/2020 convertito).

Si segnalano, infine, le novità apportate in ordine alle start up innovative o incubatori certificati e alle PMI innovative.
Attraverso la sostituzione dei comma 16 dell’art. 25 del DL 179/2012 convertito e 7 dell’art. 4 del DL 3/2015 convertito, viene stabilito che, entro 60 giorni dalla perdita dei requisiti, le start up innovative o gli incubatori certificati, così come le PMI innovative, sono cancellate dalla relativa sezione speciale del Registro delle imprese “con provvedimento del conservatore impugnabile ai sensi dell’art. 2189 comma 3 c.c.”, permanendo l’iscrizione alla sezione ordinaria del Registro delle imprese.
In entrambi i casi, peraltro, resta ferma l’equiparazione tra perdita dei requisiti previsti e mancato deposito delle dichiarazioni attestanti il mantenimento del possesso degli stessi (art. 40 commi 9 e 10 del DL 76/2020 convertito).

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