X

Informativa

Questo sito, e gli strumenti di terze parti richiamati, utilizzano cookie indispensabili per il funzionamento tecnico del sito stesso e utili alle finalità illustrate nella Cookie Policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la Cookie Policy.

Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie nella modalità sopra indicata.

Recupera Password

Non sei ancora registrato? Clicca qui

Venerdì, 7 maggio 2021 - Aggiornato alle 6.00

FISCO

Il direttore provinciale può essere il responsabile del procedimento

La Cassazione legittima una sorta di abuso del diritto

/ Alfio CISSELLO

Martedì, 4 maggio 2021

x
STAMPA

download PDF download PDF

L’art. 36 comma 4-ter del DL 248/2007 stabilisce che la cartella di pagamento deve contenere, a pena di nullità, l’indicazione del nominativo del responsabile del procedimento di iscrizione a ruolo nonché di notifica della cartella di pagamento.
Affinché la cartella di pagamento possa ritenersi valida, occorre che compaia il nome di tutti e due i responsabili, non avendo essi funzione equipollente: pertanto, se, a titolo esemplificativo, in cartella figura solo il nome del responsabile dell’iscrizione a ruolo, essa è nulla.
È prassi frequente, tanto per l’iscrizione a ruolo quanto per l’emissione/notifica della cartella di pagamento, quella di indicare il nome del direttore provinciale, ovvero del soggetto all’apice della diramazione territoriale dell’Agenzia delle Entrate o di Agenzia delle Entrate-Riscossione.

Di recente la Corte di Cassazione, con la sentenza 29 marzo 2021 n. 8687, ha legittimato una siffatta prassi, specificando: “a prescindere quindi dalla funzione (apicale o meno) della stessa effettivamente esercitata; siffatta indicazione appare peraltro sufficiente ad assicurare gli interessi sottostanti alla detta indicazione, e cioè la trasparenza dell’attività amministrativa, la piena informazione del cittadino (anche ai fini di eventuali azioni nei confronti del responsabile) e la garanzia del diritto di difesa”.
Si tratta di un principio già espresso altre volte (cfr. Cass. 9 maggio 2018 n. 11130 e 23 febbraio 2016 n. 3533.

A ben vedere, ammettere che il precetto normativo sia rispettato indicando il nome del direttore provinciale significa snaturare se non eludere la ratio che ne sta alla base.
Verrebbe da dire, “fatta la legge, trovato l’inganno”.
Vi sono fattispecie in cui la determinazione delle somme da iscrivere a ruolo è operazione tutt’altro che semplice, basti pensare al caso in cui il giudice abbia accolto in parte il ricorso ma su alcuni recuperi non si sia pronunciato.
Se le somme relative ai recuperi sui quali il giudice non si è pronunciato sono iscritte per intero a ruolo, coerenza impone che il direttore provinciale fornisca tutte le spiegazioni del caso.

Ove lo si contatti (ipotizzando una certa e celere risposta), è possibile che egli indichi il nome del funzionario a cui rivolgersi. Ma se così è, viene spontaneo domandarsi che senso abbia che, quale responsabile del procedimento, sia indicato il nome del direttore provinciale e non del soggetto che materialmente ha curato la pratica.
In sede di merito, non a caso, è stato sancito che “diversamente si potrebbe al limite considerare responsabile di tutti i procedimenti fiscali o il Ministro delle Finanze o il direttore dell’Agenzia delle Entrate, eccetera” (C.T. Reg. Genova 17 maggio 2012 n. 42/9/12).

Una sola persona non può vagliare tutte le procedure

La giurisprudenza di legittimità sembra contraddirsi, siccome in altre pronunce è stato affermato che, proprio per garantire la trasparenza dell’attività amministrativa, non è possibile indicare, in luogo del nominativo, in modo spersonalizzato il Direttore dell’Ufficio preposto all’iscrizione a ruolo.
Ciò in quanto il contribuente deve sapere “chi e in quale momento fosse «la persona fisica» appartenente all’Ufficio preposta allo svolgimento del procedimento (cfr Cass. 33565/2018)” (Cass. 18 maggio 2020 n. 9106).

Si può allora obiettare che indicare il nome del direttore provinciale è equipollente all’indicazione generica del direttore provinciale “spersonalizzata”. Questo nominativo è agevolmente reperibile, essendo sufficiente visionare il sito dell’Agenzia delle Entrate.

TORNA SU