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Giovedì, 30 giugno 2022 - Aggiornato alle 6.00

IMPRESA

Non si ha appropriazione indebita per somme versate come riserve in conto capitale

In assenza di ostacoli legati al livello della riserva legale, nulla impedisce alla società di restituire, con delibera assembleare, gli apporti ai soci conferenti

/ Stefano COMELLINI

Venerdì, 24 giugno 2022

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Le somme versate come riserve in conto capitale sono disponibili, non vincolate e distribuibili a fronte di una specifica delibera assembleare e quindi non possono costituire oggetto del reato di appropriazione indebita.
Il principio di diritto si ritrova nella sentenza della Cassazione n. 24313 depositata ieri.

La vicenda traeva origine da un esposto presentato all’autorità giudiziaria da soggetto che aveva finanziato il ricorrente nella procedura di acquisizione di una società del calcio professionistico. I finanziamenti non venivano eseguiti direttamente bensì attraverso società facenti parte dei gruppi societari riconducibili ai due imprenditori. Ne conseguiva per il ricorrente la contestazione dei reati di autoriciclaggio (art. 648-ter.1 c.p.) e di appropriazione indebita aggravata

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