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Domenica, 27 novembre 2022

CONTABILITÀ

Disponibile il primo set della bozza degli ESRS

Cambiamenti significativi rispetto alla versione posta in pubblica consultazione

/ Andrea FRADEANI

Venerdì, 25 novembre 2022

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Lo European Financial Reporting Advisory Group (EFRAG) ha reso disponibile mercoledì sul proprio sito il primo set della bozza degli European Sustainability Reporting Standards (ESRS): si tratta dei principi che guideranno la rendicontazione di sostenibilità ai sensi dell’art. 29-ter che sarà introdotto, dall’approvanda Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD), nella direttiva 2013/34/Ue. Il set in parola è già stato inviato alla Commissione europea che dovrà adottare gli standard definitivi, ai sensi del menzionato art. 29-ter, entro il 30 giugno 2023 attraverso atti delegati di cui all’art. 49 di quest’ultima direttiva.

Si ricorda che l’EFRAG assume – nel quadro della CSRD – il ruolo di consulente tecnico della Commissione europea per lo sviluppo dei principi in tema di rendicontazione sulla sostenibilità: tale attività, iniziata nel 2021, ha prodotto un primo exposure draft del set in parola oggetto di pubblica consultazione (lanciata lo scorso 29 aprile e con scadenza il successivo 8 agosto 2022). Tenendo conto dei numerosi commenti ricevuti, l’EFRAG Sustainability Reporting Board (EFRAG SRB) ha introdotto significativi cambiamenti, rispetto a quanto posto in consultazione, realizzando questo primo set della bozza degli ESRS, peraltro già inviato alla Commissione europea. Le principali novità, seguendo quanto indicato nella loro “Cover letter”, possono ricondursi nei tre seguenti ambiti:

- la massima considerazione praticabile per gli standard e gli altri strumenti internazionali. Si è cercato, in primo luogo, di allineare il più possibile il contenuto degli ESRS ai principi proposti dall’International Sustainability Standard Board (ISSB) con l’obiettivo generale, che si ritiene davvero importante riuscire a conseguire, di una compliance ai primi in grado di valere pure per quella ai secondi evitando così, ove anche quest’ultima sia voluta oppure necessaria, una doppia rendicontazione. Si sono tentati, inoltre, sia la massima incorporazione possibile del contenuto degli standard della Global Reporting Initiative (GRI) che l’ulteriore miglioramento nell’allineamento, con riferimento alle attese in tema di “due diligence”, rispetto agli strumenti internazionali delle Nazioni Unite e dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE);

- una maggiore centralità del processo di valutazione della materialità. Viene abbondonata la “rebuttable presumption” a favore di un approccio più semplice fondato sul ruolo chiave del processo di valutazione della materialità. In estrema sintesi, le richieste degli ESRS saranno soddisfatte seguendo le tre indicazioni qui di seguito descritte: l’offerta di un set di informazioni obbligatorie per tutti, derivanti dall’ordinamento europeo, a cui se ne aggiungono altre considerate, dagli standard in parola, fondamentali per contestualizzare la rendicontazione nel suo complesso e fornire informazioni minime di base ai suoi utilizzatori; l’implementazione e la rendicontazione di un valido processo di valutazione delle due materialità, sia d’impatto che finanziaria, tenendo in debito conto i punti di loro intersezione; l’offerta di “topical disclosures” addizionale su temi relativi alla sostenibilità, ma solo ove sia ritenuta come materiale dalle imprese stesse;

- una significativa diminuzione degli oneri amministrativi. Oltre ai vantaggi, nel bilanciamento fra costi e benefici, derivanti da quanto sintetizzato nei precedenti due ambiti, l’EFRAG SRB ha adottato le seguenti misure: una significativa riduzione del numero dei “Disclosure Requirements” (DR), alcuni dei quali del tutto eliminati mentre altri potrebbero essere presi in considerazione nei futuri standard dedicati a specifici settori; la graduale introduzione di molti dei DR previsti, il cui obbligo viene previsto dopo 1, 2 o 3 anni dall’entrata in vigore del singolo ESRS per lo specifico insieme di società; non sarà infine necessario, per i primi tre anni, acquisire informazioni dai partner della catena del valore salvo che ciò sia richiesto da altre disposizioni comunitarie.

Il primo set della bozza degli ESRS è costituito da 12 documenti: i draft degli ESRS 1 e 2, i principi “Cross-cutting”, dedicati rispettivamente agli obblighi e all’informativa generali; quindi tre gruppi di draft, quelli dei “Topical standards”, che affrontano le tre dimensioni dell’informativa sulla sostenibilità (5 documenti, i draft da ESRS E1 a E5, sul profilo “Environment”; 4 documenti, i draft da ESRS S1 a S4, sul profilo “Social”; un documento, il draft ESRS G1, sul profilo “Governance”). L’EFRAG si focalizzerà, nei prossimi mesi, sul secondo set della bozza degli ESRS: conterrà sia gli standard relativi a specifici settori che, ex futuro art. 29-quater della direttiva 2013/34/Ue, i principi di rendicontazione sulla sostenibilità dedicati alle piccole e medie imprese (gli ESRS for SMEs).

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