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In Gazzetta Ufficiale il decreto sul transitional safe harbour del Pillar 2

/ REDAZIONE

Mercoledì, 29 maggio 2024

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È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale di ieri il DM 20 maggio 2024, contenente disposizioni attuative dei regimi transitori semplificati. Il testo era stato anticipato il 21 maggio scorso sul sito del Dipartimento delle Finanze (si veda “Operativo il transitional safe harbour del Pillar 2” del 22 maggio 2024). 

La norma detta le disposizioni attuative del c.d. “transitional CbCR safe harbour” della disciplina del Pillar 2, il quale consente la determinazione semplificata dell’onere a carico delle imprese coinvolte.

L’accesso alle semplificazioni è vincolato al superamento di almeno uno dei test ivi previsti, ovvero il requisito de minimis transitorio (de minimis test), il requisito dell’aliquota di imposizione effettiva semplificata (simplified ETR test) o il test del profitto ordinario (routine profit test).
 
Il de minimis test è superato se il gruppo presenta, nel suo complesso, ricavi totali inferiori a 10 milioni di euro e un utile ante imposte inferiore a un milione di euro, ovvero una perdita ante imposte.
Il simplified ETR test (test dell’aliquota di imposizione effettiva semplificata) è superato se il gruppo presenta un livello di tassazione effettiva almeno pari alla c.d. “aliquota di imposizione transitoria”, stabilita nel 15% per i periodi d’imposta che iniziano nel 2023 o nel 2024, nel 16% per i periodi d’imposta che iniziano nel 2025, e nel 17% per i periodi d’imposta che iniziano nel 2026.

Il routine profit test (test del profitto ordinario) è superato laddove l’utile ante imposte del gruppo non ecceda l’ammontare della SBIE con riguardo alle imprese localizzate in un determinato Paese.

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