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Domenica, 16 giugno 2024

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I sindacati dei commercialisti difendono la competenza in materia di lavoro

/ REDAZIONE

Sabato, 8 giugno 2024

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Dopo l’Unione giovani, anche ANCAL, SIC e UNAGRACO si schierano al fianco del Consiglio nazionale dei commercialisti sull’inserimento, all’interno di una riformata legge ordinamentale, della specifica competenza in materia di lavoro.

Negli ultimi giorni, la questione è stata oggetto di discussione, a seguito della denuncia del Presidente dei Consulenti del Lavoro, Rosario De Luca, che accusava i commercialisti di volersi accaparrare le competenze in realtà riservate agli iscritti al suo Ordine proprio attraverso la riforma del DLgs. 139/2005. Ne è seguita una replica del Presidente del CNDCEC Elbano de Nuccio e la nota stampa dell’Unione giovani, che sottolineavano come in realtà la materia del lavoro rientrasse da sempre tra le competenze dei commercialisti.

Un concetto ribadito anche da ANCAL, SIC e UNAGRACO che, nel comunicato congiunto diffuso ieri, ricordano come, in realtà, negli ultimi anni siano sempre di più i commercialisti che scelgono l’area lavoro come attività esclusiva o prevalente. Per questo, scrivono, “non possiamo che essere vicine al Consiglio Nazionale sulla modifica al DLgs. 139/2005 e in particolare sull’esigenza di dare certezza, soprattutto ai giovani che intraprendono la libera professione, in merito alle diverse aree di attività professionali possibili, dopo il conseguimento dell’abilitazione all’esercizio della professione”.

In ambito giuslavoristico, continua la nota, “la professionalità storica del commercialista è stata riconosciuta e sostenuta dal legislatore con l’emanazione della legge 12/1979 che ha dettato le norme per l’ordinamento della professione di consulente del lavoro, introducendo altresì una riserva legale per il suo esercizio in favore degli avvocati e dei commercialisti”.

In questo quadro normativo, le tre associazioni si dicono pronte a essere “di supporto” alla revisione della legge ordinamentale, nella consapevolezza che “occuparsi di lavoro e di politiche attive del lavoro significa anche occuparsi delle opportunità per i giovani professionisti del futuro”.

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