La maggioranza trova l’intesa su affitti brevi e dividendi
Con uno scarno comunicato pubblicato ieri sul sito del Governo, l’esecutivo ha annunciato che nel corso della riunione di maggioranza sul Ddl. di bilancio è stata raggiunta un’intesa sugli affitti brevi, sull’ampliamento dell’esenzione ISEE sulla prima casa, sull’art. 18 riferito ai dividendi ed è stata chiarita la possibilità di compensazione anche per i contributi previdenziali delle imprese.
All’incontro hanno preso parte la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, i Vicepresidenti Antonio Tajani e Matteo Salvini, il leader di Noi Moderati Maurizio Lupi, il Ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti, il Ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, il Viceministro dell’Economia, Maurizio Leo e i Presidenti dei Gruppi parlamentari di maggioranza del Senato.
Per quanto riguarda gli affitti brevi, l’Ansa riporta le parole del capogruppo di FI al Senato Maurizio Gasparri, rilasciate al termine del vertice: “Siamo tutti d’accordo sulla necessità di cancellare l’aumento dell’aliquota dal 21% al 26% per chi affitta una casa”. Per chi “affitta una seconda casa l’aliquota resta invariata rispetto la legislazione vigente”, continua, e invece “si sta ragionando” sul limite a partire dal quale scatterebbe “l’attività di impresa: l’ipotesi in campo è chi sia a partire dal terzo appartamento”. Gasparri spiega poi che come per tutte le altre misure “sarà il Tesoro a valutare nel merito le coperture”.
Si ricorda che la prima bozza di manovra proponeva di abolire ogni possibilità di applicare la cedolare secca al 21% alle locazioni brevi. L’attuale testo al vaglio del Senato, invece, fa salva la possibilità di applicare la tassa piatta al 21% (invece che al 26%) su un’unità immobiliare data in locazione breve individuata dal contribuente, ma all’ulteriore condizione che i contratti non siano stati stipulati con l’intervento di intermediari (si veda “Cedolare al 21% per gli affitti brevi a maglie strette” del 23 ottobre 2025).
Per quanto riguarda i dividendi, il Ddl. di bilancio all’art. 18 assoggetta a imposizione integrale i dividendi intersocietari rivenienti da partecipazioni di entità inferiore al 10%, lasciando però salvi gli attuali regimi impositivi delle persone fisiche. Già nel corso delle audizioni erano state rilevate alcune criticità della norma, che ha incassato molte proposte emendative (si veda “La fiscalità dei dividendi italiani ed esteri si divarica” del 13 novembre 2023 e “Per i dividendi si fa strada l’ipotesi della soglia al 5%” del 20 novembre 2025).
Si attendono ora i lavori al Senato, previsti già per oggi, per conoscere i dettagli dell’accordo raggiunto.
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