Dalla CDC sostegno alle vittime di violenza di genere
Nell’ambito delle iniziative a favore dei percorsi di inclusione e della parità di genere, la Cassa di previdenza dei dottori commercialisti rinnova il suo sostegno alle vittime di violenza di genere. Anche per il 2026, infatti, l’ente guidato da Ferdinando Boccia ha stanziato 200 mila euro, con l’obiettivo di accompagnare concretamente le professioniste nei percorsi di protezione e fuoriuscita dalla violenza, favorendone l’autonomia personale e la continuità dell’attività professionale.
“L’introduzione di questa nuova misura assistenziale – ha commentato Boccia tramite una nota stampa – conferma l’impegno concreto della Cassa a tutela delle iscritte in situazioni di particolare vulnerabilità. Si tratta di un’iniziativa che si inserisce nel più ampio percorso avviato per la promozione della parità di genere, che ci ha già portati a ottenere la certificazione UNI/PdR 125:2022 e ad adottare strumenti a sostegno della genitorialità condivisa. Un risultato importante, che ci rende orgogliosi e per il quale ringrazio, anche a nome del Consiglio di amministrazione, il personale della Cassa, da sempre impegnato in un processo continuo di miglioramento”.
Le destinatarie dei contributi sono le iscritte alla Cassa al 31 dicembre 2026 o titolari di pensione di inabilità riconosciuta dall’ente, che abbiano subito violenza di genere e abbiano avviato, successivamente a gennaio 2021, un percorso di protezione e fuoriuscita dalla violenza che sia ancora in corso alla data di presentazione della domanda, oppure abbiano proposto azioni giudiziarie a propria tutela definite o in corso di definizione.
Il contributo dovrà essere richiesto utilizzando l’apposito modulo disponibile sul portale dell’ente, inviando la domanda non oltre il 30 giugno 2027. Completata la procedura, sarà poi il Consiglio di Amministrazione a definire l’importo del contributo, in base al singolo caso e al contesto di riferimento. Il contributo eventualmente riconosciuto costituirà un’integrazione al “Reddito di Libertà” erogato dallo Stato ai sensi del DPCM del 17 dicembre 2020, nel caso in cui la richiedente ne avesse beneficiato.
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