Sì agli incentivi statali ai medici che prescrivono farmaci meno costosi
Sì agli incentivi statali ai medici che prescrivono farmaci meno costosi ai pazienti. Lo stabilito la Corte di Giustizia UE, nella sentenza di oggi, 22 aprile 2010, relativa alla causa C-62/09, escludendo che possa valere anche per le autorità pubbliche il divieto imposto dalla direttiva 2001/83/CE, sui farmaci per uso umano, che nega la possibilità di influenzare con incentivi finanziari le persone autorizzate alla prescrizione dei medicinali.
In tal modo, la Corte allinea il diritto comunitario alla normativa inglese, che autorizza lo Stato a prevedere agevolazioni per ambulatori medici e singoli professionisti: l’unico limite è che il farmaco prescritto appartenga alla stessa categoria di quello assunto in precedenza, anche se contiene un diverso principio attivo. Gli incentivi sono legati al numero di ricette.
Per i giudici, questa possibilità è consentita al settore pubblico, a differenza delle ditte farmaceutiche private che hanno fini di lucro, in virtù dell’obiettivo di tutela della salute pubblica proprio delle autorità statali che sono anche responsabili dell’equilibrio finanziario del sistema sanitario. Due elementi che, assieme al dovere del medico di rispettare il codice deontologico, dovrebbe evitare al paziente distorsioni dell’applicazione della disciplina. (Redazione)
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