Confidustria: per la semplificazione amministrativa ci vuole più coraggio
ROMA - La burocrazia pesa sulle imprese più del fisco e della carenza di infrastrutture. Questo in sintesi l’opinione del direttore generale di Confindustria, Giampaolo Galli, ascoltato in audizione alla Commissione Affari Costituzionali sul Ddl. 3209-bis per la semplificazione della pubblica amministrazione. Le proposte contenute nel Ddl. sono un primo passo, ma serve più coraggio per arrivare a una significativa riduzione dei tempi e dei costi della burocrazia. “La burocrazia - ha detto poi Galli a margine dell’audizione - vale il 24,2% dei costi delle imprese”. Per questo Confindustria ha chiesto al Parlamento “grandissima determinazione e coraggio” nella semplificazione. “La mancata semplificazione della burocrazia - ha detto Galli - è la prima causa della mancanza di competitività delle imprese italiane. Viene ancora prima del fisco e della mancanza di infrastrutture”.
Inoltre, secondo Confindustria, il Ddl. non interviene né su alcuni strumenti di carattere generale, la cui revisione è essenziale per assicurare procedimenti più snelli erapidi (é il caso della conferenza dei servizi, delle autorizzazioni paesaggistiche, della documentazione delle imprese nei procedimenti diloro interesse), né su specifici ambiti di regolamentazione: principalmente fisco, privacy, previdenza, ambiente, appalti. Fra le proposte di integrazione elaborate da Confindustria, Galli ha posto l’accento sul meccanismo della “conferenza dei servizi”, la cui disciplina “andrebbe rivista”. Secondo l’organizzazione degli industriali sarebbe necessario “limitare l’obbligatorietà” di questa procedura alle sole ipotesi “in cui sia coinvolta nella decisione un’amministrazione preposta alla tutela di interessi sensibili (ambiente, paesaggio, salute, sicurezza, beni culturali ecc...)“. Sarebbe inoltre necessario estenderel’operatività del silenzio-assenso anche quando in gioco ci sono interessi sensibili per evitare che i ritardi delle amministrazioni preposte alla loro tutela paralizzino i procedimenti. Infine, sempre suquesto tema, per il cosiddetto “dissenso qualificato”, Confindustria propone di concentrare le competenze in capo ad un unico organo rappresentato dalla presidenza del Consiglio dei Ministri. (Ansa)
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