A inizio 2010 spiragli di ripresa per le PMI
ROMA - Un 2009 “da dimenticare” per le piccole e medie imprese: il 59% delle quali ha chiuso infatti l’anno passato “in perdita o senza utili”. È quanto emerge da uno studio della Confapi, il “Termometro della piccola e media impresa”. Si cambia musica nei primi mesi 2010 che “stanno aprendo spiragli di risalita. Il 36% delle aziende ha visto un aumento degli ordinativi e il 30% una crescita della produzione” sempre secondo i dati della Confapi. Permane però l’incognita occupazione: il 20% degli imprenditori teme di essere costretto a ridurre il personale nei prossimi mesi, mentre solo il 14% è convinto di riuscire ad aumentarlo. Lo studio si sofferma anche sui temi dell’integrazione, evidenziando come “la forza lavoro straniera sia sempre più attiva nelle PMI; gli immigrati sono presenti in un’azienda su due (rappresentando circa il 5% dei dipendenti per la maggioranza delle aziende)“. Si tratta di lavoratori in prevalenza provenienti dall’Europa dell’Est (16,5%) e dal Nord Africa (15%), che ricoprono mansioni di operaio generico, nonostante uno su quattro sia diplomato o laureato. “Il peso della crisi è ricaduto soprattutto sulle spalle delle piccole e medie imprese manifatturiere le quali perciò non si sentono ancora totalmente fuori pericolo - dice Paolo Galassi, presidente di Confederazione della piccola impresa (120 mila aziende; circa 2 milioni di lavoratori) -. I primi spiragli di ripresa stanno portando speranze, ma anche una serie di preoccupanti incertezze, soprattutto per quanto riguarda la tenuta dell’occupazione”. (Ansa)
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