Collegato lavoro: via libera dalla Camera
L’Aula della Camera ha approvato nella seduta odierna il Ddl. C1441 quater-E, cosiddetto “collegato lavoro”: i voti a favore sono stati 259, 214 i contrari e 35 gli astenuti (Udc e Liberaldemocratici). Il Ddl. era stato rinviato alle Camere dal Presidente della Repubblica, che aveva chiesto correzioni su due punti in particolare: l’arbitrato e i risarcimenti per le cause di lavoro legate all’amianto.
Sul primo punto, ieri il Governo è stato battuto nell’Aula per un solo voto su un emendamento del Pd, che ha fissato al momento del licenziamento, e non più alla firma del contratto, la possibilità per il lavoratore di optare per l’arbitrato anziché per la giustizia ordinaria. Ora il provvedimento passa al Senato, e non è detto che questa modifica non sia corretta a Palazzo Madama.
“Esprimo soddisfazione per il voto della Camera dei Deputati del disegno di legge che regola l’arbitrato per ’equita’’ in funzione di una più tempestiva soluzione delle controversie di lavoro”. Lo ha affermato il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi commentando l’approvazione alla Camera del testo. Sacconi sottolinea che “sono ben un milione e mezzo le cause pendenti cui si aggiunge un flusso annuale di circa 400 mila per una durata media che va dai cinque ai sette anni se il procedimento arriva in Cassazione. Deflazionare il contenzioso in materia di lavoro significa da un lato garantire la libera possibilità di scegliere una giustizia più rapida e, dall’altro, incoraggiare nuovi rapporti di lavoro”. Per il ministro del Lavoro, “la richiesta di riesame da parte del Capo dello Stato ha consentito di considerare nella legge utili aggiustamenti che sarebbero stati altrimenti risolti dalla contrattazione collettiva”. “Ringrazio tutte le organizzazioni dei lavoratori e degli imprenditori che hanno sottoscritto un avviso comune in favore dell’arbitrato - ha quindi aggiunto Sacconi -. Va apprezzata la posizione di quei gruppi parlamentari di opposizione che astenendosi hanno manifestato disponibilità al confronto di merito. Irragionevole é apparsa quella opposizione politica e sociale che utilizzando toni drammatici ha ancora una volta dimostrato un approccio conservatore e ideologizzato rispetto all’evoluzione della regolazione del lavoro e delle relazioni industriali”. Secondo Sacconi, ora il Senato “avrà la possibilità di un ulteriore esame del testo verificando soprattutto la semplicità e l’interpretazione certa delle norme in funzione di una loro più agevole applicazione”. (Redazione)
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