Rifiuti: per Cittadinanzattiva la gestione è più cara dove funziona meno
ROMA - La Campania e la Sicilia, note per la cattiva gestione della raccolta dei rifiuti, sono anche due delle Regioni in cui la tassa sulla spazzatura è più cara, rispettivamente 301 e 281 euro in media all’anno. Lo denuncia il rapporto sui rifiuti di Cittadinanzattiva, che analizza l’andamento regionale della TARSU, la tassa smaltimento rifiuti solidi urbani e della TIA, tariffa d’igiene ambientale (adottata solo dal 45% dei capoluoghi). “In Italia, più della metà dei rifiuti va ancora a finire in discarica, la produzione pro capite di rifiuti urbani è pressocché stabile - afferma Antonio Gaudioso, vicesegretario generale di Cittadinanzattiva - mentre ciò che non accenna a diminuire è il carico delle tariffe, specie in quelle aree del Paese, come il Sud, dove il reddito pro capite è più basso”. La città in cui il sacchetto della spazzatura viene pagato quasi a peso d’oro è Siracusa, prima in classifica con una media di 407 euro/anno, seguita da Caserta (393 euro) e Catania (365 euro), mentre Pordenone, (148 euro), Pescara (147 euro) e Vibo Valentia (141,5 euro) sono le città più economiche. In media, in un anno la famiglia-tipo intervistata da Cittadinanzattiva ha sostenuto nel 2008 una spesa di 223 euro per il servizio di smaltimento dei rifiuti solidi urbani, con un aumento del 2,8% rispetto all’anno precedente. E incrementi record si sono registrati a Salerno (+67,4%), Caltanissetta (+40%), Lecco (+29%), Chieti (+25%) e Benevento (+21,5%). A livello nazionale, secondo l’Istat, da gennaio 2000 a marzo 2010 l’incremento è stato del 55%. (Ansa)
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