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UE: accelerare il risanamento dei conti e alzare l’età pensionabile

/ REDAZIONE

Lunedì, 3 maggio 2010

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BRUXELLES - Accelerare il ritmo di risanamento dei conti pubblici nazionali, alzare l’età pensionabile, introdurre, dove opportuno, “gabbie salariali”: sono queste, secondo quanto risulta all’Ansa, alcune delle principali raccomandazioni agli Stati membri varate dalla Commissione europea e che ora dovranno essere adottate dal Consiglio UE. Il documento sugli indirizzi per la politiche economiche dei Paesi UE getta la basi del rafforzamento della cooperazione economica nel quadro della strategia 2020 per la crescita e l’occupazione nel quadro dell’azione di revisione del Patto di stabilità e della sorveglianza UE sui conti pubblici alla luce del caso Grecia.
Nel testo varato dalla Commissione si mette in evidenza la necessità di “garantire la qualità e la sostenibilità” delle finanze pubbliche attraverso la realizzazione di strategie di risanamento nell’ambito del Patto di stabilità e crescita. E si sottolinea che “gli Stati membri devono arrivare a un risanamento di gran lunga superiore al parametro dello 0,5% del PIL all’anno in termini strutturali”. L’opera di rientro dei conti “dovrebbe iniziare al più tardi nel 2011” o anche prima, laddove la congiuntura lo permetta perché le previsioni, osserva la Commissione, indicano che “la ripresa si sta rafforzando e comincia ad autoalimentarsi”. Per migliorare la qualità della spesa e la sostenibilità delle finanze pubbliche, Bruxelles raccomanda poi una “triplice strategia” basata su una “rapida riduzione del debito”, la riforma della spesa legata all’invecchiamento della popolazione, in primo luogo quella sanitaria, e l’innalzamento dell’età pensionabile effettiva”. Per scongiurare “squilibri macroeconomici non sostenibili”, secondo la Commissione, i Paesi con disavanzi delle partite correnti dovuti a una “mancanza persistente” di competitività devono affrontare il problema “alla radice”. Anche realizzando interventi su più fronti, tra cui quello del mercato del lavoro, dove si ipotizzano ’gabbie salariali’. “L’andamento salariale - si legge nel documento - deve tener conto delle differenze in termini di competenza e condizioni dei mercati occupazionali locali e adattarsi alle forti divergenze in termini di prestazioni economiche tra le regioni di uno stesso Paese”. Per quanto riguarda in particolare Eurolandia, la Commissione raccomanda ai Paesi membri di considerare i “notevoli e persistenti” divari in termini di partite correnti e squilibri macroeconomici come “problemi comuni”. E a quegli Stati che hanno “elevati e persistenti” disavanzi delle partite correnti causati dalla mancanza di competitività, Bruxelles chiede di puntare a una loro “riduzione annua significativa” e al taglio dei costi unitari reali del lavoro. Inoltre, gli Stati membri dell’Eurozona devono intervenire per correggere tutti gli altri squilibri economici, anche l’accumulazione eccessiva del debito privato e i divari in termini d’inflazione. “Per questo motivo - si osserva ancora nel documento - gli squilibri macroeconomici devono essere monitorati regolarmente nell’ambito dell’Eurogruppo che all’occorrenza dovrà proporre opportune misure correttive”. (Ansa)

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