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Il CNEL promuove la banda «ultralarga»

/ REDAZIONE

Martedì, 4 maggio 2010

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Investire nella creazione di una rete infrastrutturale per la banda ultralarga potrebbe generare un incremento del PIL italiano pari a 2 miliardi di euro, oltre a produrre 50 mila nuovi posti di lavoro. È quanto afferma il Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro (CNEL) nel documento di Osservazioni e Proposte “La rete a banda ultralarga di nuova generazione”, approvato all’unanimità lo scorso 27 aprile. Il CNEL ha valutato positivamente le potenziali ricadute delle nuove tecnologie su crescita, saperi e occupazione, inserendosi nel più ampio dibattito che, negli ultimi due anni, ha coinvolto anche il Governo italiano. Risale infatti al maggio 2009 la proposta del viceministro per le comunicazioni, Paolo Romani, ispirata ai contenuti del recente Rapporto “Caio”, cui l’esecutivo aveva precedentemente commissionato l’analisi delle prospettive e degli assetti del settore.
La disamina del CNEL contestualizza i punti principali, sottolineando che il potenzialmento della comunicazione internet ad alta velocità, garantita dalla banda di nuova generazione, rappresenta in tutta Europa un fondamentale volano di sviluppo e di recupero della competitività per i Paesi industrialmente più avanzati, concedendo alle imprese strumenti adeguati per accedere all’economia globale. Un primo risultato sarebbe quindi la crescita del PIL, calcolata in un incremento dell’1% circa in Francia e di 100 miliardi di euro in Germania. (Redazione)

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