Sì del Senato al Ddl. sulla sicurezza stradale
Via libera del Senato alle modifiche del codice della strada, contenuto nel Ddl 1720 sulla sicurezza stradale. Il provvedimento ha incassato 138 voti favorevoli (Pdl e Lega), 3 contrari e 122 astenuti (Pd, Idv, Gruppo Misto e delle Autonomie). Ora il testo passa alla Camera in terza lettura per l’approvazione definitiva. “È una legge equilibrata, frutto di un intenso lavoro bipartisan”, ha commentato il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli, auspicando effetti positivi per l’abbattimento del numero delle vittime.
Il Senato ha introdotto 102 emendamenti, portando il testo da 45 a 63 articoli. Numerose le novità incluse nel codice: una delle più controverse riguarda la patente a ore, che consentirà di usare il proprio autoveicolo per un massimo di tre ore anche se le patente è sospesa, posto che vi siano motivi di lavoro o sociali. Per recuperare i punti persi sulla patente occorrerà, poi, sostenere un apposito esame.
Sono previste altresì nuove norme per le “due ruote”: sulla moto, i bambini da 6 a 12 anni dovranno avere un sedile di sicurezza omologato, mentre diviene obbligatorio l’uso del casco in bicicletta fino a 14 anni d’età. È consentita la sosta delle bici sui marciapiedi e nelle aree pedonali in mancanza di appositi parcheggi, purché non rechino intralcio a pedoni e disabili. Inoltre, “truccare” motorini e macchinette comporterà sanzioni pesanti nei confronti dei meccanici responsabili delle modifiche: da 389 a 1.556 euro. Considerati i gravi incidenti avvenuti nei giorni scorsi a bordo delle cosiddette “minicar”, arriva per i giovanissimi guidatori l’obbligo di allacciare le cinture di sicurezza. In via sperimentale, la norma approvata a Palazzo Madama introduce infine il casco elettronico per conducenti e passeggeri di ciclomotori e motoveicoli, oltre alla scatola nera sulle automobili.
Tasso alcolico “zero” per neopatentati (in possesso della patente da meno di 3 anni) e per i conducenti professionali, con pene aumentate di un terzo. Senza contare che la revoca della patente a seguito di guida sotto l’influsso di alcool rappresenta, secondo il decreto, giusta causa di licenziamento nei confronti degli autisti.
Per il rilascio della patente, anche professionale, è necessario esibire un certificato che garantisca il non abuso di sostanze alcoliche, stupefacenti o psicotrope, rilasciato a seguito di accertamenti clinico-tossicologici. Innalzata, da 65 a 70 anni, l’età limite per condurre autobus, autocarri, autotreni, autoarticolati e autosnodati adibiti al trasporto di persone.
Restando in tema di alcolici, vige il divieto di vendita, durante le ore notturne, nelle aree di servizio autostradali: stop ai superalcolici dalle 22 alle 6 (pena una sanzione da 2.500 a 7mila euro); bandita ogni bevanda alcolica fra le 2 e le 7 del mattino (3.500-10.500 euro di multa). In tutti i locali che servono alcolici, inoltre, il gestore dovrà installare un apparecchio a rilevamento del tasso alcolemico.
Il provvedimento statuisce la legittimità dell’accertamento da remoto: per semafori e accessi a ZTL, se l’accertamento avviene attraverso dispositivi omologati, non è necessaria la presenza degli organi di polizia stradale.
È stato poi ripristinato, rispetto al testo Camera, il divieto di tenere acceso il motore durante la sosta del veicolo.
Il decreto stabilisce norme più puntuali per evitare l’intestazione fittizia dei veicoli.
Anche il capitolo “sanzioni” presenta delle novità: le multe saranno rateizzabili a partire da 200 euro, purché si abbia un reddito inferiore a 10.628,16 euro. (Redazione)
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